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L'arbitro Fabio Maresca controlla il monitor della VAR prima di concedere il calcio di rigore in Cagliari-Juventus (foto Insidefoto.com)

“Il Var in sette giornate ha riconosciuto un solo errore, confermato quattro decisioni arbitrali e apportato 21 cambiamenti. Senza il Var queste 21 decisioni avrebbero preso un’altra strada, e questo è l’unico discorso che tiene, il resto sono chiacchiere”. Così il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, sulle polemiche sorte sull’introduzione in Serie A della novità tecnologica.

“Allegri dice che si rischia di giocare quattro ore a primavera? In questo momento il Var, nonostante i ritardi, sta facendo giocare di media un 1’50” in più rispetto a prima – ha aggiunto il n.1 di Via Allegri a margine della presentazione del nuovo logo della Figc al Museo Maxxi di Roma -. Noi dobbiamo guardare le statistiche. Quelle contano, non le chiacchiere. Bisogna avere pazienza, siamo considerati in maniera egregia dalla Fifa”.

VAR e tempo effettivo: dopo sei giornate si gioca più di un anno fa

Le considerazioni di Tavecchio, anche se il dato di 1 minuto e 50″ in più non coincide con quello rilevato da un recente studio di calcioefinanza.it, sono sostanzialmente in linea con l’accaduto.

Pur non sapendo quali dati abbia preso in considerazione il presidene federale, secondo i dati ufficiali della Lega Calcio consultati da calcioefinanza.it si sta giocando 8″ in più in media a partita.

Considerando i minuti complessivi disputati in campionato, finora la durata totale è risultata essere in calo di circa il 2% rispetto alle prime sei giornate del 2016/17, mentre il tempo effettivo totale ha avuto un calo solamente dello 0,02%.

Un dato duplice, quindi, perchè anche il recupero concesso è sensibilmente inferiore rispetto a prima.

“È presto per fare un bilancio ma il Var è uno strumento che, affinato come stanno facendo gli arbitri, porterà dei grandi vantaggi. Velocizzeremo le decisioni ma già funziona bene, poi è chiaro che qualche piccola disfunzione ci può essere anche perché non dimenticate che questo nuovo metodo tecnologico riguarda gli arbitri di serie A, B e C che devono fare delle sinergie e prendere confidenza anche con gli operatori”, ha proseguito, abbandonando l’ironia, Nicchi.

“In futuro sono convinto che andremo sempre meglio ma fondamentalmente si sta facendo giustizia. Gli errori, quelli gravi, vengono cancellati, poi è chiaro che ogni tanto qualche scivolone ci può stare” aggiunge il numero 1 dell’Aia non dando peso ai pareri negativi di alcuni addetti ai lavori.

“Non sono polemiche, anzi si sono azzerate. Ognuno esprime il proprio pensiero, ma ci sono vari elementi positivi: si sono azzerate le ammonizioni per protesta e il gioco violento. Questo fa bene anche agli arbitri, che vanno in campo tranquilli e fanno quello che gli dice il cuore, anche perché hanno un paracadute importante. Tutti apprezzano questa novità, e non baratterei la giustizia per un minuto in più o in meno in campo”.

“Sono convinto poi che nelle prossime sette giornate gli interventi diventeranno molti meno perché gli arbitri si parleranno di più e saranno analizzate solo le situazioni importanti. Velocizzeremo, dobbiamo farlo, ma sento dire tante cose inesatte come partite che a primavera dureranno tanto”.

“Non è vero niente, la statistiche dicono che il tempo perso in media in più è di un 1’50” – conclude il numero uno della Aia -. L’introduzione del tempo effettivo? Calma, è come quello che ha comprato il motorino e già chiede la macchina. Ora c’è questa innovazione, domani può darsi che avremo anche il tempo effettivo. Ma ricordate che questa roba costa, c’è un budget da rispettare”.

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