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Bilancio Juventus 2016-2017 – Il consiglio di amministrazione della Juventus ha approvato il progetto di bilancio relativo alla stagione 2016-2017, chiusa con la vittoria del 6° scudetto consecutivo, della coppa Italia e con il secondo posto in Champions League.

Il bilancio Juventus 2016-2017 ha registrato ricavi (comprese le plusvalenze) per 562,7 milioni, in crescita del 45,1% rispetto ai 387,9 milioni del 2015-2016 e un utile al netto delle tasse di 42,6 milioni, in forte crescita rispetto ai 4,2 milioni della stagione precedente. Si tratta del terzo esercizio consecutivo in utile per la Juventus.

Il consiglio di amministrazione presieduto da Andrea Agnelli ha deciso di destinare l’utile a riserva. Pertanto all’assemblea degli azionisti della Juventus convocata per il 24 ottobre prossimo presso l’Allianz Stadium non sarà proposta la distribuzione di alcun dividendo.

Bilancio Juventus 2016-2017

Bilancio Juventus 2016-2017

Bilancio Juventus 2016-2017, la suddivisione dei ricavi

Nel dettaglio, al netto dei 151,15 milioni derivanti dalla gestione del parco calciatori e in particolare dalla maxi-plusvalenza realizzata grazie alla cessione di Paul Pogba al Manchester United, nel bilancio Juventus 2016-2017 i ricavi caratteristici si sono attestati a 411,56 milioni (un record assoluto per un club di Serie A)

Bilancio Juventus 2016-2017, i ricavi
Bilancio Juventus 2016-2017, i ricavi

I ricavi da gare, anche in virtù del maggior numero di partite disputate allo Stadium nella stagione 2016-2017 rispetto allo stagione 2015-2016 sono cresciuti di 14,16 milioni a 57,83 milioni, superando il record che era stato raggiunto nel 2014-2015 sempre in virtù i un numero di gare superiore alla luce del cammino in Champions League.

Bilancio Juventus 2016-2017, evoluzione dei ricavi da gare
Bilancio Juventus 2016-2017, evoluzione dei ricavi da gare

Sul fronte dei ricavi commerciali, la scelte del club bianconero di internalizzare le attività di licensing e merchandising e gli accordi di partnership siglati nella scorsa stagione hanno avuto un impatto positivo sui ricavi commerciali che si sono attestati complessivamente a 93,92 milioni (74 milioni di ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità e 19,19 milioni come vendite di prodotti e licenze).

Bilancio Juventus 2016-2017, evoluzione dei ricavi commerciali
Bilancio Juventus 2016-2017, evoluzione dei ricavi commerciali

I ricavi da diritti tv, grazie al cammino in Champions League della squadra guidata da Massimiliano Allegri, hanno raggiunto quota 232,77 milioni. Il comunicato stampa sui conti non specifica la componente dei ricavi da diritti tv legati alle competizioni UEFA, ma secondo le stime di Calcio e Finanza dovrebbero attestarsi attorno ai 113 milioni nel 2016-2017.

Bilancio Juventus 2016-2017, i ricavi da diritti tv
Bilancio Juventus 2016-2017, i ricavi da diritti tv

Complessivamente la struttura di ricavo della Juventus è ancora fortemente sbilanciata sulla componente legata ai diritti televisivi (dove una componente rilevante è legata ai risultati sportivi e in particolare al cammino in Champions League).

Bilancio Juventus 2016-2017, la ripartizione dei ricavi
Bilancio Juventus 2016-2017, la ripartizione dei ricavi

I proventi da diritti tv pesano infatti per il 56% sui ricavi caratteristici della Juventus nell’esercizio 2016-2017. La seconda voce di ricavo è rappresentata dai ricavi commerciali (23%), mentre i ricavi da gare pesano solo per il 14%. Una quota pari al 7% è rappresentata invece dalla voce “altri ricavi” (solitamente in questa voce finiscono i proventi legati ad alcune attività commerciali, ma anche gli indennizzi assicurativi per gli infortuni dei calciatori, contributi vari, ecc.).

9 COMMENTI

  1. Gli sponsor pagano poco,lo stadio in cui la famiglia agnelli elkann ha investito ZERO, è ridicolmente da 41 mila posti è il meno redditizio d’Europa, i diritti tv della serie A valgono pochissimo e quelli della Champions, inferiori a quelli pagati da mediaset, saranno da dividere con altre 3 squadre. Il futuro della Juve a livello europeo è tragico
    La Juve, legata sempre più alle plusvalenze, cresce meno sul piano del fatturato di tutti i principali club d’Europa e Agnelli invece di renderne conto cerca di sfruttare il club per fare carriera politico sportiva.
    Una società ambiziosa in Europa che vuole primeggiare costruisce il wanda metropolitano da 70 mila posti e quasi 300 milioni di investimento, una società che vuole tirare a campare approfittando della bassa competitività della serie A , costruisce l’allianz stadium

  2. Meglio uno stadio da 41 mila posto sempre pieno, piuttosto di uno da 70/80 posti
    mezzo vuoto (vedi San Siro con inter e milan nella stagione 2015/17).
    Per quanto riguarda i diritti TV da dividere con altre 2 (e non 3) bisognera’ vedere chi
    passera’ il turno eliminatorio a gironi (con il Napoli che ha perso con gli ucraini e la Roma
    che ha pareggiato in casa con l’Atletico M.).
    Mi sembra che i futuro della JUVE sara’ tragico per le altre squadre!!!

  3. Non sono d’accordo Marco, secondo me la juventus è un esempio di miracolo finanziario, una società che si autofinanzia vincendo sul campo non è cosa semplice, il fatto di essere legato alle plusvalenze è solo un merito.
    Agnelli è un ottimo intenditore di calcio e sa come mandare avanti la baracca senza chiedere aiuti finanziari da banche o fondi d’investimento.
    Sta proseguendo il lavoro iniziato tanto tempo fa dalla triade poi interrotto.
    La juventus è l’unica squadra italiana che ha saputo mantenere il passo con le grandi d’Europa e non vedo un futuro nero, anzi penso che sia uno delle 4 top club nel mondo,

    • Per quanto riguarda i diritti televisivi ogni anno sono divisi per le squadre che partecipano alla champions, negli ultimi anni la juve ha goduto a pieno del market pool italiano, questo è un demerito delle altre squadre italiane che a differenza della juve non riescono a essere competitivi in europa.

      • e allorA? La Juve escludendo dal bilancio le plusvalenze, cresce meno degli altri in Europa. L’atletico madrid che ha avuto in questi anni sempre un fatturato inferiore alla Juventus si permette uo stadio da 300 milioni . E’ questo che dovrebbe spiegare Agnelli. L’offerta di abbonamenti e biglietti allo juventus stadium è inferiore alla richiesta basta considerare che gli abbonamenti finiscono in pochi giorni mentre altrove in Italia la campagna abbonamenti inizia a maggio e finisce a fine settembre

        • Marco le conosci le leggi del mercato?
          Se c’è più richiesta che offerta, il venditore può fare il prezzo che vuole.
          Se c’è più offerta che richiesta, invece, devi svendere.
          Quindi (per la juve e non per i tifosi), meglio uno stadio piccolo sempre pieno dove puoi fare i prezzi che vuoi, che uno grande semi vuoto.
          Per esempio: Partita di cartello
          Se tu vendi 40000 biglietti a 50 euro l’uno incassi 2 milioni
          Se tu vendi 80000 biglietti a 30 euro l’uno incassi 2,4 milioni.
          Partita normale:
          Sempre 40000 biglietti a 50 euro (lo stadium è sempre pieno)
          Solo 40000 biglietti a 30 euro incassi 1,2
          Quante partite di cartello ci sono che potrebbe attirare dai 60000 in su?
          Con il livello qualitativo delle altre squadre italiane, e le eventuali partite di champions con top squadre, dubito che arrivi a 10 in un anno.

  4. Non è questione di grandezza dello stadio, la Juventus ha adottato una politica diversa dalle altre, la Juventus ha deciso di puntare su un traget decisamente medio alto visto i prezzi dei biglietti, se tu hai uno stadio da 80000 posti e fai pagare un biglietto 20 euro hai gli stessi incassi di uno stadio di 40000 posti con biglietti a 40 euro.
    Uno stadio di proprietà è importante per gli introiti societari, ma non è di certo la grandezza di esso a fare la differenza, il ricavo maggiore viene tramite i diritti televisivi.

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