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L'arbitro Fabio Maresca controlla il monitor della VAR prima di concedere il calcio di rigore in Cagliari-Juventus (foto Insidefoto.com)

“Il prodotto Var è ancora migliorabile, ci sono ancora tante cose da fare, però siamo contenti, gli arbitri hanno lavorato molto per dotare il calcio italiano di una certezza voluta da tutti. Ora continuiamo a lavorare, non si può tornate indietro ma vogliamo andare avanti, questo sistema funzionerà bene più avanti”. A dirlo è il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, ospite della prima puntata della nuova stagione de “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento, curata da Emilio Mancuso.

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(foto Insidefoto.com)

“È presto per dare giudizi o voti, quando si parla di impatto positivo e di molti interventi tutti esatti, credo si vada oltre la sufficienza – ha aggiunto il numero uno dell’Assoarbitri – Ci dobbiamo avvicinare alla perfezione ma serve il contributo di tutti: diventerà più veloce ma questo non dipende solo dagli arbitri ma anche dagli operatori tecnologici, che qualche volte ci mettono un po’ troppo nel far vedere le immagini. Un 7? Diciamo che ci andiamo vicino…”.

“Sarebbe un errore clamoroso per un arbitro non decidere per lasciare spazio alla Var, un direttore di gara deve arbitrare come se non ci fosse – ha proseguito il numero uno degli arbitri italiani – La Var deve portare tranquillità, altrimenti arbitrerebbe quello che ha il monitor. Lo strumento deve intervenire ogni volta c’è una decisione sbagliata: più veloce è la revisione e meglio è, ma non ci preoccupa nemmeno il tempo, che deve essere quello necessario per una decisione giusta. L’importante è che, come avvenuto ieri (in Chievo-Atalanta), le quattro decisioni della Var siano state tutte esatte”.

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L’utilizzo del VAR da parte dell’arbitro Giacomelli nell’amichevole Spal-Chievo (foto Insidefoto.com)

La cosa da migliorare, secondo Nicchi, è “la cooperazione tra tecnico e arbitro al video, pero’ mi sembra che questo strumento, a parte gli eterni polemici, sia stato ben accettato. Tutti ritengono la Var uno strumento importante, siamo già ad ottimi livelli”. Motivo per cui gli arbitri potrebbero anche presto spiegare le proprie decisioni al termine della gara: “Non è un’utopia, sarebbe bello comunicare in modo sereno e con questo strumento si potrebbero accelerare i tempi – ha proseguito Nicchi -. Ora c’è un altro passo importante da fare, la possibilità finalmente di parlare di calcio a fine partita, e non di arbitri, moviole e scandali”.

“Intorno ai circa trenta interventi della Var non c’è stata una polemica: ci chiedono di velocizzare e lo faremo, di far sì che l’arbitro rimanga tale e così sarà, e di farci sapere come vanno le cose, e periodicamente lo faremo – le parole del capo dei fischietti italiani -. È arrivato ora il momento di godersi le partite, non ci sono piu’ polemiche e furbi in campo. Dei passi avanti in quattro giornate sono stati fatti, e poi ci guarda il mondo: siamo quelli che vengono sempre scelti per fare esperimenti. Se una cosa non funziona si abolisce – ha concluso Nicchi – ma se lo strumento è utilizzato bene ci rende soddisfatti”.

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