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(foto Insidefoto.com)

Secondo il “The European Elite 2017 – Football clubs’ valuation” di KPMG, il Real Madrid si colloca al secondo posto nella classifica dei club per valore economico, con un Enterprise Value di circa 3 miliardi di euro. Un dato che forse non riflette il fattore sportivo di una squadra che ha vinto le ultime due Champions League (e 3 delle ultime 4), ma che dimostra come ormai i blancos siano sempre più un’azienda, più che una società di calcio.

Una media company, o un’impresa di intrattenimento, verrebbe quasi da dire. Perché è vero, poi c’è sempre il campo, ma i numeri del Real esulano sempre più dai risultati in campo. Anche grazie ad una strategia d’impresa, introdotta da Florentino Perez, ben chiara: «Se si acquistano grandi giocatori, si avranno importanti ricavi e si potrà continuare a comprare campioni – le parole del presidente dei blancos in una recente intervista -. È una equzione economica-sportiva che ci ha insegnato Bernabeu negli anni ’50 e che ha dato i suoi frutti: da perdere soldi abbiamo iniziato a guadagnarne e ad avere una stabilità economica e sportiva, diventando uno dei club con maggior fatturato».

Il ciclo virtuoso vittorie-ricavi-investimenti-vittorie
Il ciclo virtuoso vittorie-ricavi-investimenti-vittorie

«Oggi stiamo ancora perfezionando questo sistema, perché nel calcio sono entrati proprietari con ingenti possibilità economiche: dovremo lavorare con l’immaginazione, perché il club continuerà ad essere dei nostri soci. Il modello si può ancora migliorare, ma l’equazione economica-sportiva resterà la stessa, grandi giocatori portano a grandi ricavi». In sostanza, il rafforzamento della rosa porta ad aumentare l’appetibilità del brand e consente un ulteriore miglioramento del parco giocatori.

Negli ultimi cinque anni il fatturato (al netto dei ricavi legati alla gestione del parco calciatori) del Real Madrid è sempre stato in costante crescita: i blancos, infatti, sono passati da contabilizzare 513,9 milioni nel 2011/12 a 620,1 milioni di Euro nella stagione 2015/16 (ultimi dati disponibili).

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Il tutto con una composizione dei ricavi decisamente bilanciata: 25% stadio, 28% TV e media e 31% commerciali. Considerando anche la gestione del parco calciatori e plusvalenze legate alla dismissione di altri asset, il Real Madrid, in base al budget, punta a chiudere la stagione 2016-2017 con un giro d’affari complessivo di 675,3 milioni.

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Il Real Madrid è passato 150,5 milioni di EBITDA ai 162,9 milioni dello scorso anno e dai 43,9 milioni del 2011/2012 ai 39,3 di EBIT dell’esercizio conclusosi il 30 giugno 2016. Ragionando in termini percentuali sul fatturato lordo, i blancos, nello scorso esercizio, hanno presentato un EBITDA del 26,2% e un EBIT del 6,3%. In relazione alla mole di fatturato prodotta, il Real Madrid “soffre” meno l’input “ammortamenti”, che pur essendo alti possono essere assorbiti facilmente dalla struttura dei conti dei blancos.

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Grazie a questa maggiore autonomia (che arriva dalla capacità di procurarsi fonti di ricavo ricorrenti), il Real Madrid così può permettersi non solo di ingaggiare i campioni migliori, ma anche di non dovere poi rinunciare alla loro presenza.

Non a caso la voce stipendi è sì la più alta, ma con una bassa incidenza sul fatturato: nel 2015/16 il costo del personale è stato pari al 49,5% del fatturato, in calo rispetto al 50,1% del 2014/15, decisamente ben lontano dal 70% identificato dalla European Club Association identifica come livello massimo.

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Gli investimenti nei giocatori e l’aumento del fatturato hanno permesso, così, anche di investire non solo nella squadra. Accanto agli acquisti per Cristiano Ronaldo o Gareth Bale, figurano investimenti strutturali per valorizzare il marchio, generare nel tifoso-cliente una vera e propria esperienza d’acquisto madridista, affrancare il Conto Economico dai risultati sportivi. Nel 2015/16, così, accanto a 94 milioni di investimenti nell’acquisizione di giocatori, il Real Madrid ne ha investiti altri 23 nel miglioramento delle strutture, anche digitali, del club.

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Nei 16 anni che vanno dal 2000/01 al 2015/16, inoltre, la società ha investito 241 milioni di euro nello stadio, tra modernizzazione delle strutture, miglioramento della fruibilità per gli spettatori, servizi multimediali e aree commerciali. Senza dimenticare i 197 milioni di euro per per la costruzione della “Ciudad Real Madrid”, il più grande centro sportivo al mondo per una squadra di calcio (120 ettari, 10 volte più grande del precedente centro sportivo dei blancos).

Una strategia che ha portato il Real Madrid a diventare non solo la prima squadra a vincere due Champions League consecutive, ma a confermarsi una tra le prime società calcistiche al mondo anche dal punto di vista economico.