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Antonio Conte festeggia la vittoria della Premier League con il Chelsea (foto Insidefoto.com)

La Premier League ottiene “il più grande giro di vite sullo streaming illegale”. La lega inglese ha infatti ottenuto un ordine della Corte Suprema in base al quale potrà chiedere ai fornitori di servizi Internet (ISP) di bloccare i server che ospitano illegalmente le partite del campionato in streaming.

L’ordine – che entrerà in vigore nella stagione 2017/18 – permetterà alla Premier League di combattere ulteriormente la vendita e l’uso di dispositivi di streaming illeciti, inclusi i IPTV e le cosiddette “Kodi boxes”.

Il pallone della Premier League 2017-2018
Il pallone della Premier League 2017-2018

Un Ordine simile era stato ottenuto per gli ultimi due mesi della stagione 2016/17 e si era rivelato da subito molto efficace, con il blocco di oltei 5.000 indirizzi IP che in precedenza trasmettevano in streaming illegale i contenuti della Premier League. E nella scorsa stagione tre fornitori di IPTV pre-caricate per guardare in streaming le gare di Premier League sono stati condannati a pagare complessivamente 267mila sterline per per aver violato il diritto d’autore.

Gli sforzi anti-pirateria della Lega hanno anche contribuito a chiudere una serie di applicazioni e add-ons. “Questo Ordine è un game-changer nei nostri sforzi per affrontare la fornitura e l’uso di streaming illegali del nostro contenuto”, ha detto il Direttore degli affari legali della Premier League, Kevin Plumb. “Ci permetterà di bloccare ed interrompere in modo rapido ed efficace la diffusione illegale delle gare Premier League attraverso qualsiasi mezzo, inclusi i cosiddetti “Kodi boxes pre-caricati”.

Premier League BT solidarietà

“La protezione del nostro diritto d’autore e l’investimento dei nostri partner televisivi sono estremamente importanti per la Premier League e per la futura salute del calcio inglese – ha proseguito Plumb -. L’abilità che i club hanno nello sviluppare e acquistare giocatori di talento, nel costruire e migliorare e stadi e nel supportare comunità e scuola è integralmente legata alla capacità di mettere sul mercato, vendere e proteggere i diritti commerciali. Siamo contenti che la Corte lo abbia riconosciuto, con la concessione di questo significativo ordine di blocco”, ha concluso Plumb.