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Giovanni Simeone (Insidefoto.com)

La cessione del Genoa è stata, di fatto, congelata. Priorità all’allestimento della squadra, per una stagione che deve vedere in campo una formazione competitiva.

Dai numeri in entrata e in uscita peraltro dipenderà se la cessione del Genoa alla Sri Group potrà andare in porto, perchè nonostante la trattativa si sia interrotta, i 25 milioni di plusvalenze restano l’obiettivo del mercato rossoblù. 

La Repubblica Genova conferma oggi che sono tutte bloccate le operazioni che riguardano la trattativa tra Preziosi e Gallazzi, almeno fino a fine agosto. Ma nel frattempo è stato programmato per gennaio un importante aumento di capitale.

Una settimana fa il passaggio del pacchetto azionario di maggioranza del Genoa dalla Fingiochi alla Sri Group sembrava ormai una formalità.

Preziosi e Gallazzi avevano pianificato una campagna acquisti con 25 milioni di plusvalenze a fronte di cessioni come quelle di Pellegri e Salcedo. Per il momento, però, il contratto con l’Inter non è ancora stato firmato, anche se un accordo di massima è stato virtualmente raggiunto e in cassa è prevista un’entrata di 20 milioni.

A loro va aggiunta la cessione di Simeone: Fiorentina o Torino. Izzo era stato cercato da Inter e Fiorentina, che però poi si sono defilate. E ultimamente c’è stata un’offerta di 10 milioni del West Ham per Laxalt.

Il Genoa ha poi pagato 13 milioni (2 + 11 quando scatterà l’obbligo di riscatto) Lapadula, mentre Zukanovic è costato 1,6 milioni (obbligo di riscatto in caso di salvezza). Bertolacci, Spolli e Galabinov sono state operazioni a costo zero, anche se in alcuni casi l’ingaggio è particolarmente oneroso (vedi Bertolacci: 4 milioni lordi).