cosa succede milan non qualificato champions
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli con Andre Silva

“Il mio lavoro è far sì che l’investimento non si bruci in virtù di un risultato sportivo che non arriva. Il nostro piano è cauto, prevede di metterci anche più tempo. Se mancassi la Champions per due anni di fila, avrei qualche grattacapo in più”. Parole di Marco Fassone che questa mattina in una intervista al Corriere della Sera ha fatto il punto della situazione sul mercato del Milan e sulle prospettive del club.

L’amministratore delegato rossonero non ha dubbi nemmeno sulle questioni legate all’indebitamento: “Il Milan che ho trovato io – spiega – aveva 75 milioni di debiti che abbiamo trasferito dalle banche al fondo Elliott, che è un po’ più caro, gli interessi sono al 7,7%. Poi abbiamo emesso un bond di 50 milioni per far fronte alle esigenze del mercato estivo. In tutto 120 milioni di debito, su oltre 200 di fatturato: è estremamente contenuto rispetto ad altri club. Non solo. La stagione 2017-2018, visti gli ingenti investimenti, avrà ancora perdite significative e mr Li vi farà fronte con un aumento di capitale”.

Garanzie, quindi, sulla tenuta della società: “L’acquisizione del Milan è costata oltre un miliardo. Pensare che possa essere fatta senza leve finanziarie mi sembra difficile. E poi mr Li ha dovuto cambiare in corsa il piano per gli ordini del governo“.

Il mercato intanto è iniziato con i botti e molti tifosi si chiedono come il Milan possa spendere così tanto per il calciomercato. Calcioefinanza.it ha dedicato una ampia analisi ai conti della società rossonera. Fassone, dal canto suo, fa il punto sul budget complessivo. A quanto ammonta? Chiede il Corriere: «Direi circa 100 milioni – spiega Fassone -. Ora spero di prendere un altro giocatore (Conti, ndr), poi tireremo una linea e penseremo alle uscite. Una rosa ipertrofica non aiuta l’allenatore. Infine vedremo che budget resta».

Fassone ammette anche di sentire molto spesso Silvio Berlusconi, assai prodigo di consigli, mentre delinea così il profilo dei cinesi a partire da Li: “È molto diverso dai presidenti a cui siamo abituati. Sarà molto meno visibile. Non è un imprenditore con un’unica azienda, è un investitore, che ha asset importanti e diversificati tra loro, viaggia moltissimo e ha base in diverse città della Cina. Ha un team di lavoro che lo segue, il cui braccio destro è Li Han, che io sento tutti i giorni. Mr Li, invece, lo sento una volta al mese. È convinto che il Milan possa aiutarlo per gli affari nel suo Paese: è la squadra più amata in Cina“.

3 COMMENTI

  1. Mi sembra che il buon Fassone si sia scordato i €109m di debito verso società di factoring. Il debito complessivo finanziario sarebbe quindi €128m (elliot) + €109m = €237m. A questi poi vanno aggiunti i debiti che stanno facendo per il calciomercato che stimo in €75m (inclusi gli obblighi di riscatto) e quelli lasciati dalla precedente gestione (circa €26m al 31 dic. 2016) .. per un totale di circa €338m …

  2. Ragazzi qua tra poco si sente un botto che sconvolgerà il mondo… io non so se le risposte date da Fassone siano esattamente queste ed a quali domande lui abbia dato la sua versione, ma da quarto letto sopra io avverto un pressappochismo imbarazzante. “Abbiamo trasferito 70 milioni di debito dalle banche al fondo Elliott che é un po’ più caro, 7,7%…. L’anno 2017/2018 si chiuderà ancora con PERDITE significative ma Mr. Li farà fronte con un aumento di capitale…” Ma sogno o son desto…
    Siamo veramente alla finanza creativa abbinata all’equilibrismo contabile! Ribadisco, spero che l’intervista sia un po’ più articolata e che qua ci siano solo degli estratti perché altrimenti mani nei capelli (visto che C&F é un sito serio, non dubito che questo sia effettivamente quanto dichiarato).
    Attendo con impazienza Ottobre per la discussione che la società ac Milan dovrà fare con gli esponenti della UEFA per il FPF oltre ad attendere la voragine di buco del bilancio prossimo.
    Ci sarà da divertirsi!