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Luca Toni (Foto Insidefoto.com)

Una manciata di giorni fa l’Hellas Verona ha annunciato la chiusura del rapporto con Luca Toni. Oggi, l’ex attaccante dell’Italia campione del mondo del 2006 ha preso parola per dire la sua e chiarire i motivi del divorzio dal club dell’amico Maurizio Setti.

Un addio al veleno. “Il direttore sportivo Filippo Fusco mi ha detto ‘qui comando io, qui decido tutto io’. Ho capito che per me non c’era motivo di continuare”, ha dichiarato Toni, che lascia dopo tre stagioni al Verona da giocatore e una da dirigente.

L’ex calciatore non lesina attacchi: “Ho trovato davanti a me un muro e mi sono sentito ferito. E certe cose non me le ha dette, che so, un Rumenigge. Ringrazio il presidente Setti che stimo umanamente, ma se non c’è condivisione e possibilità di dare almeno qualche consiglio, io qui non posso crescere”. Toni prosegue senza farsi remore nell’affondare il colpo: “Non è colpa mia se mi chiamo Luca Toni o se Luca Toni in giro viene cercato più di chiunque altro, io non volevo essere un peso e sono venuto qui con umiltà”.

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Luca Toni con la maglia dell’Hellas Verona (foto Insidefoto.com)

Un congedo al veleno e di valutazioni che potrebbero far discutere per diverso tempo: “La promozione di quest’anno non è un’impresa. La vera impresa è stata quella della Spal. Noi avevamo 14 milioni di monte ingaggi ed era una cosa che avevo fatto notare in società”, ha rimarcato l’ex Fiorentina.

Ma non finisce qui, perché motivo di frizioni tra Toni e la dirigenza è stata anche campagna acquisti in vista della prossima stagione. L’idea Cassano prima di tutto. “A mio avviso Cassano sarebbe stato prezioso per l’Hellas. Qui c’è bisogno di gente esperta per la A e lui sarebbe arrivato con lo spirito giusto”, ha spiegato l’ex punta, che chiude con un messaggio distensivo, ma solo nei confronti della città e del club: “Qui mi sono trovato benissimo: il titolo di capocannoniere e la festa per il mio addio sono i ricordi più dolci. Porterò sempre questa città e l’Hellas nel mio cuore”.