fiorentina caso salah tas chelsea
Mohamed Salah con la maglia della Fiorentina (foto Insidefoto.com)

Il Tribunale Arbitrale Sportivo (TAS) di Losanna ha respinto l’appello della Fiorentina per il caso Salah nei confronti del Chelsea, confermando la decisione della Fifa del 26 maggio 2016.

Nel febbraio 2015, Fiorentina e Chelsea avevano raggiunto un accordo per il prestito dell’attaccante egiziano, che sarebbe scaduto il 30 giugno 2015. L’accordo, inoltre, prevedeva l’opzione per estendere il prestito per ulteriori 12 mesi, dall’1 luglio 2015 al 30 giugno 2016, se determinate condizioni si fossero verificate. Nel luglio 2015, il giocatore ha deciso di rimanere al Chelsea, nonostante la dirigenza della Fiorentina richiedesse di tornare in Italia.

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Mohamed Salah (foto Insidefoto.com)

La società viola aveva così inviato un reclamo alla FIFA contro il giocatore e contro il Chelsea: nei confronti di Salah per aver rotto il contratto senza giusta causa, mentre verso il club inglese per aver indotto alla rottura del contratto. Una violazione per cui la Fiorentina chiedeva il pagamento di 32 milioni di euro, oltre a sanzioni per il Chelsea e l’attaccante. Richiesta, però, respinta dalla FIFA il 26 maggio 2016.

L’11 ottobre seguente, la Fiorentina ha fatto appello al TAS, richiedendo che la decisione della FIFA venisse annullata e sostituita con una in base a cui avrebbe ottenuto il risarcimento di 32 milioni. L’indagine è stata svolta da un arbitro del TAS, con audizione effettuata a Losanna, in Svizzera, il 21 aprile 2017.

Il TAS ha riconosciuto che Salah non ha rotto il contratto di lavoro con la Fiorentina ritornando al Chelsea dopo il 30 giugno 2015 e che il Chelsea stesso non ha indotto il giocatore a terminare il contratto di lavoro senza giusta causa. In base a questo, il TAS ha respinto l’appello e confermato la decisione della Fifa.

 

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