La spesa pubblicitaria crescerà quest’anno del 4,2% in tutto il mondo, toccando quota 559 miliardi di dollari, ossia 500,5 miliardi di euro. Secondo il nuovo studio Advertising expenditure forecasts di Zenith, agenzia di comunicazione del gruppo globale Publicis, l’Italia aumenterà in particolare dell’1,4%, data anche «l’incertezza nel clima politico» che «ha rallentato la crescita nel mercato», come ha sottolineato la divisione guidata da Jonathan Barnard, head of forecasting e director of global intelligence di Zenith.
Una stima al di sotto, per esempio, di quella rilanciata di recente da Nielsen che si aspetta un rialzo a fine anno intorno al 3%. Ma più bassa anche rispetto a quella dell’associazione degli investitori italiani Upa, che aveva parlato precedentemente di una chiusura 2017 al +2%.
Se sull’Italia pesano incertezza politica e crescita contenuta, a livello mondiale lo scenario deve fare i conti con altre variabili, tra cui innanzitutto il confronto con il 2016 che ha benefi ciato di eventi come le Olimpiadi di Rio, i campionati europei di calcio e le elezioni americane. Eventi che, complessivamente, sono valsi 6 miliardi di dollari in investimenti (5,4 miliardi di euro).
A pesare in Europa è invece la Brexit: «Il Regno Unito era il mercato che spiccava nell’Europa occidentale fra il 2011 e il 2016, crescendo a un tasso medio annuo del 7,3%», hanno fatto notare da Zenith, ma ora tra l’uscita dall’Unione europea e l’inflazione in crescita si parla per quest’anno di «un drastico crollo negli investimenti pubblicitari».
Il piccolo schermo continuerà a restare il mezzo dominante, con una quota intorno al 47%, e i canali tematici seguiranno un trend positivo «particolarmente veloce». Anche il digital resterà in tendenza positiva, con un incremento del 7,4%, spinto in particolare dai video e dai social media e dalla transizione al programmatic buying, che permette alle aziende di dialogare in modo più mirato col suo pubblico.
Ci sono poi la radio, che le stime danno al +1% anche grazie a possibili nuovi servizi in stile Spotify, il cinema stabile intorno al 6,8%, le affi ssioni in calo del 3% e la stampa coi quotidiani e i mensili, rispettivamente in contrazione del 6% e del 4,9%.