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(foto: Calcio e Finanza)

Sarà interessante vedere come reagiranno domani in borsa i titoli di Mediaset, Telecom e Vivendi, dopo che sia il presidente della Figc e commissario straordinario della Serie A, Carlo Tavecchio, sia l’ad di Infront Italy, Luigi De Siervo, hanno indicato come probabile la risoluzione in tempi brevi del contenzioso tra il gruppo francese e la tv del biscione e la nascita di un «colosso Vivendi-Mediaset-Telecom che si contrapporrà al colosso Sky».

Si basa proprio su questo scenario la fiducia della Lega di Serie A e del suo advisor nel riuscire a chiudere la vendita dei diritti tv del campionato per il triennio 2018-2021 sul territorio nazionale portando a casa almeno un miliardo di euro a stagione.

Ieri l’asta, nonostante le offerte presentate da Sky e da Perform, è andata quasi deserta. Così la Lega ha deciso di non assegnare nulla e di rinviare la vendita ai prossimi mesi. Quando? Dopo l’estate, quando presumibilmente Vivendi e Mediaset avranno risolto il contenzioso che li vede opposti e potranno essere in grado di presentare un’offerta congiunta, magari assieme a TIM.

«Abbiamo tempo fino a novembre-­dicembre, sei mesi prima dell’inizio del nuovo ciclo», ha spiegato Tavecchio, commissario della Lega, alla fine di un’assemblea lampo in cui all’unanimità le società del massimo torneo hanno votato per il rinvio.

Una decisione che è stata criticata da Sky.  «La Lega Calcio», ha fatto sapere Sky in una nota, «ha posticipato molto in là nel tempo un nuovo bando, in attesa che il mercato dell’industria televisiva trovi un ipotetico nuovo assetto solo per contrastare la nostra azienda».

Ma Vivendi e Mediaset stanno davvero lavorando alla pace? Secondo quanto riferito da Repubblica, i legali delle due società hanno lavorato giorno e notte per capire se c’erano le condizioni per presentare un’offerta congiunta sui diritti tv della Serie A (con la partecipazione straordinaria di TIM, controllata al 24,9 per cento dal gruppo transalpino).

Sarebbe stato il primo mattone su cui costruire un armistizio a 360 gradi e chiudere gli scontri degli ultimi dodici mesi. I tempi però non erano ancora maturi. La scadenza del bando era troppo vicina, le ferite aperte dal tentativo di scalata di Vincent Bolloré a Mediaset ancora fresche e in tribunale sono aperte cause miliardarie. La proposta quindi non si è materializzata.

Ma questi primi abboccamenti hanno portato a una posizione comune: il no alla partecipazione all’asta di Mediaset, Tim e Vivendi. Un siluro che ha fatto fallire la gara e ha modificato radicalmente lo scenario: Berlusconi e Bolloré hanno ora tutto il tempo necessario per fare la pace.

Il 24 giugno, data prorogabile al 24 ottobre, scade il termine per trovare una mediazione alla Camera arbitrale della Lombardia. Se, come oggi pare molto più probabile, i due litiganti firmeranno l’armistizio, l’ex presidente del Milan e il finanziere bretone potranno presentarsi insieme ai nastri di partenza dell’asta bis sulla Serie A di fine anno, sfidando Sky e consentendo alla Lega di tirare un sospiro di sollievo.

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