Entro la settimana il nodo Allegri sarà sciolto. Manca la data precisa, ma nel giro di un paio di giorni, tre al massimo, la Juventus e il tecnico livornese, che si sono concessi un piccolo intervallo di relax dopo la finale di Champions, si incontreranno per definire il futuro sulla panchina bianconera.

Se si presta fede alle parole delle parti, non ci saranno sorprese: lo ha detto testualmente l’allenatore una decina di giorni fa, rispondendo sempre con il sorriso, alle insistenti domande sul tema. “Vogliamo continuare con lui, il ciclo non è finito”, è stata l’eco di Beppe Marotta, a.d. e direttore generale della Juventus. Ma oggi Allegri vale come un ‘top player’, è un nome che tanti grandi club vorrebbero per la loro guida tecnica.

Allegri è stimato, soprattutto, per l’equilibrio con la quale ha gestito la Juventus, con la quale ha già raggiunto le 166 partite in panchina, con una percentuale del 70% di vittorie. Più che un ritocco dell’ingaggio, dagli attuali 5 milioni di euro all’anno a 7.5-8 – secondo le indiscrezioni di mercato – Allegri chiede 3-4 grandi acquisti per rinforzare la squadra, alzando il tasso di qualità della panchina.

Del resto non si può non notare come in finale a Cardiff il Real Madrid fosse in campo con 10 su 14 giocatori già presenti 4 anni fa a Lisbona mentre la Juventus schierava 4 giocatori su 14 che non c’erano a Berlino. E’ il lato oscuro delle plusvalenze: la Juventus ne ha fatte e incassate tante, da Vidal a Pogba, ma questo compromette l’equilibrio e la solidità del gruppo nel lungo periodo.

Certamente la definizione migliore di Allegri l’ha data proprio lui: “sono un’aziendalista convinto che cerca di valorizzare al meglio risorse che mi son messe a disposizione”. Una convinzione che lo ha fatto forte alla Juventus, quando all’inizio non venne accettato il suo ingaggio a causa del passato milanista.

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus (Foto: Insidefoto)

Un aziendalista che ora, dall’alto dei suoi successi stagionali, può salire in cattedra.

L’allenatore livornese, alla soglia dei 50 anni, porterà a manager e imprenditori la sua esperienza nel corso del primo “Mr. Allegri Management Bootcamp”, una giornata dedicata alla classe dirigenziale del mondo economico che si terrà a Livorno il 17 giugno (qui i dettagli) e concluderà l’ormai tradizionale settimana benefica del Mr. Allegri Junior Camp. 

L’allenatore della Juve spiegherà ai corsisti i segreti della comunicazione efficace e di come le dinamiche di “spogliatoio” possano essere replicate in azienda.

 

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.Allegri è l’Ibrahimovic degli allenatori,funzionale a questa Juventus che in questo momento non ha rivali in Italia,come è già successo con il Milan appena all’orizzonte apparirà una squadra italiana seria il nostro uomo evidenzierà i limiti già visti in più occasioni.In Europa si è già visto che non sa lanciare il cuore oltre l’ostacolo,in Italia le milanesi si stanno attrezzando per ritornare al vertice, quanto vogliamo scommettere che già dalla prossima stagione sottoposto alla pressione di una vera contendente per lo Scudetto calerà come al solito le brache.