Milan, dopo 31 anni lascia il direttore di Milanello: Antore Peloso si racconta

Da Liedholm a Montella, il Milan berlusconiano ha cambiato una ventina di allenatori e centinaia di calciatori, e decine di dirigenti. A parte Adriano Galliani, che ha lasciato contestualmente al…

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Da Liedholm a Montella, il Milan berlusconiano ha cambiato una ventina di allenatori e centinaia di calciatori, e decine di dirigenti. A parte Adriano Galliani, che ha lasciato contestualmente al cambio di proprietà, l’unico volto sempre presente a Milanello in questi 11 anni è quello di Antore Peloso, storico direttore del centro sportivo che a 70 anni si prepara ad andare in pensione a luglio, con un bagaglio di ricordi e aneddoti da raccontare ai nipoti.

Scelto da Silvio Berlusconi nel novembre 1986, Peloso trovò il centro sportivo “un po’ malconcio” e per prima cosa ordinò un apparecchio per il fax. Da quel momento, ha trascorso più giorni e notti a Milanello che nella sua casa a Milano Due, occupandosi di “far tutto il necessario per mettere giocatori e allenatori in condizione di pensare solo a giocare e vincere”.

Antore Peloso (foto AIMC)
Antore Peloso (foto AIMC)

Significa mandare avanti l’intera struttura, dal ristorante alla cura del verde. Praticamente “è come allenare una squadra, ma più facile perché si dispone sempre degli stessi uomini”. Invece ogni estate è un via vai di giocatori, e dal suo osservatorio privilegiato sul Milan, a Peloso bastavano “piccoli inizi per capire con largo anticipo dove sarebbe andata a parare una stagione”.

Negli anni d’oro “a Milanello si marciava tutti nella stessa direzione, dai medici al team manager Ramaccioni, fino al comparto marketing che coinvolgeva i giocatori per gli eventi – racconta Peloso all’agenzia ANSA -. E negli ultimi anni? Tutta un’altra cosa, mi avvalgo della facoltà di non rispondere…”.

Friulano, appassionato di pittura, il direttore di Milanello ha trovato non poche ispirazioni nel centro sportivo, e il suo angolo preferito, “fra camelie e alberi dalle foglie rosso fuoco”, è il pergolato di fronte alla sala del camino, quella dove Berlusconi era solito radunare la squadra. “In quella sala nell’ultimo periodo il presidente aveva organizzato una serie di pranzi con imprenditori e dirigenti di aziende italiane – spiega Peloso, che la nuova dirigenza vuole ringraziare nelle prossime settimane -. Sembrava potesse sfociare in una cordata di acquirenti del Milan invece non se n’è fatto nulla. Allora si cambia pagina”.