Prima l’editoria e le televisioni, poi il calcio e ora anche la stessa onoreficenza. Urbano Cairo segue sempre di più le orme di Silvio Berlusconi e da ieri è anche lui un Cavaliere del Lavoro per lo Stato italiano.

A insignirlo di questo titolo è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra gli altri 24 imprenditori insigniti ieri del titolo di Cavaliere del Lavoro ci sono Carlo Messina (ad di Intesa),GiuseppeRecchi(presidente di Telecom), e Federico Marchetti (patron di Yoox-Net-a-Porter).

Cairo, editore di Rcs e proprietario del Torino calcio, ha partecipato alla cerimonia quirinalizia e al ricevimento per la festa della Repubblica.

Ma per lui non ci sarà futuro in politica, come sottolinea oggi Repubblica. «Cavaliere come quell’altro che è sceso in politica? Proprio no – giura l’imprenditore, mentre è impegnato in un capannello con il ministro dell’Interno Marco Minniti – non esiste alcuna volontà di scendere in politica. Nessun salto, davvero. L’ho già detto e lo ripeto».

Più di una volta si sono rincorse voci sulla possibilità di un suo impegno diretto in politica. E lui, dal canto suo, non ha mai nascosto il rispetto per l’imprenditore Silvio Berlusconi, con il quale ha avuto modo di lavorare a inizio carriera.

Ora che arriva anche la nomina di Cavaliere del lavoro, però, non sembra però pronto a seguire le orme del predecessore di Arcore. «Sono già molto impegnato nel mio lavoro».

In fondo, che non fosse la sua strada l’aveva previsto anche il leader di Forza Italia: «Urbano – ha spiegato di recente – è un uomo molto capace, ha lavorato tanti anni con me ed è cresciuto con il mio gruppo. Credo che sia abbastanza saggio da non voler subire le stesse angherie che ho subito io».

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