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Paulo Dybala (Insidefoto.com)

La Juventus per la prima volta nella storia del calcio italiano ha vinto il sesto campionato consecutivo. E dopo aver vinto anche la terza Coppa Italia di fila (altro record) si è quindi aggiudicata la terza doppietta “Campionato – Coppa Italia”.

Mai nessuno così in Italia.

Ma perché la Juve negli ultimi anni è riuscita a vincere tutto a livello domestico? Abbiamo individuato almeno 6 aspetti per provare a identificare la situazione in cui si trova il club bianconero guardando anche con più ampiezza all’intero movimento nazionale.

1) La squadra più forte

Primo aspetto, scontato ma non troppo. Quella bianconera è la squadra più forte.

Per vincere per così tanti anni di fila ed essere annoverati fra i più forti club d’Europa è necessario schierare una squadra fortissima dal punto di vista delle qualità individuali e collettive, agonistiche e motivazionali.

Ma la squadra viene assemblata dalla società.

Il management, con a capo Andrea Agnelli affiancato da Giuseppe Marotta, Pavel Nedved e Fabio Paratici e dal cfo Aldo Mazzia, è stato capace di costruire dalle ceneri di alcune stagioni rovinose un copione vincente.

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Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e l’ad Beppe Marotta (Insidefoto.com)

Negli ultimi 5 campionati, la Juventus ha complessivamente inflitto 58 punti di distacco alla seconda in classifica (1 volta Milan, 2 volte Napoli e Roma), ha vinto il 73% delle partite disputate e perso appena l’8% dei match, totalizzando una differenza reti positiva per 255 gol.

In Champions League l’aver raggiunto, sotto la guida tecnica di Massimiliano Allegri, la seconda finale nel giro di tre anni è testimonianza di una maturazione anche europea.

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus (Foto: Insidefoto)

2) Il club più ricco d’Italia

Il circolo virtuoso “vittorie-ricavi-investimenti-vittorie” messo in atto con successo negli ultimi sei anni ha fatto si che la Juventus tornasse ad essere il club più ricco d’Italia entrando nell’elite dei dieci club europei più ricchi d’Europa in termini di ricavi.

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Deloitte Football Money League 2017

Nel giro di 5 anni il fatturato al netto della gestione del parco calciatori è passato da meno di 200 milioni a circa 341 milioni, un valore che è cresciuto costantemente negli anni. Tanto che per la stagione in corso (sempre senza considerare le plusvalenze) la Juve, grazie al cammino in Champions League, dovrebbe superare i 400 milioni di ricavi, arrivando ben oltre i 500 milioni grazie alle plusvalenze realizzate nelle due sessioni di calciomercato 2016-2017 e in particolare grazie alla cessione di Paul Pogba al Manchester United.

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Considerando anche i proventi derivanti dalla gestione del parco giocatori (plusvalenze e incasso prestititi), a livello di ricavi, Roma, Milan, Inter e Napoli seguono con distacchi importanti.

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L’aumento dei ricavi, su cui hanno avuto un peso decisivo i proventi da diritti tv della Champions League, ha permesso alla Juventus di poter comperare sul mercato i giocatori migliori, anche indebolendo le dirette concorrenti al titolo (come dimostrano le operazioni Higuain e Pjanic), potendo offrire ingaggi superiori a quelli che potrebbe offrire qualsiasi altro club italiano.

Nelle prime dieci posizioni della classifica dei giocatori con ingaggi più elevati della Serie A, compaiono infatti ben otto calciatori della Juventus, con in testa Gonzalo Higuain.

Il club detiene anche il saldo relativo alle campagne trasferimenti più oneroso relativo alle ultime cinque stagioni, negativo per circa 223 milioni di euro.

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Higuain e Dybala esultano dopo un gol (Foto: Insidefoto.com)

Milan, Roma e Napoli, ovvero le tre squadre che si sono classificate alle spalle dei bianconeri negli ultimi cinque campionati, hanno totalizzato complessivamente un saldo negativo di circa 280 milioni di euro.

In pratica la Juventus, già più avanti nella costruzione della rosa, riesce ad inserire ogni anno più giocatori costosi (e verosimilmente migliori) rispetto alla concorrenza, più debole in partenza.

Il gol di Mario Mandzukic in Juventus-Crotone (Insidefoto.com)
Il gol di Mario Mandzukic in Juventus-Crotone (Insidefoto.com)

Ciò è merito della società, capace di creare disponibilità economica da spendere sul mercato, anche grazie alla realizzazione di importanti plusvalenze.

3) L’assenza delle milanesi

L’assenza dei due club di Milano, fra i più vincenti e blasonati club europei, è una situazione anomala, sia per la contemporaneità che per la durata.

Inter e Milan da sempre sono stati gli unici club che hanno conteso alla Juventus la supremazia nazionale e rappresentato stabilmente il calcio italiano nei palcoscenici europei. Ma nell’ultimo decennio non hanno saputo seguire il trend dei migliori club europei, passando dal mecenatismo ad un business model basato su ricavi e sosteniblità di lungo periodo. Il tutto, principalmente, per carenze manageriali e mancanza di una vera struttura organizzativa aziendale efficiente ed efficace.

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Lapadula e Murillo in un recente Milan – Inter (Insiedfoto.com)

Negli anni dei più recenti successi bianconeri, Inter e Milan hanno cambiato proprietà (l’Inter 2 volte), decine di allenatori e calciatori, mancando quindi di quella necessaria continuità che è alla base di tutti i successi sportivi duraturi, come quello della Juventus.

Il declino del calcio meneghino è stato impressionante. Nel quinquiennio 2007-2012, nel quale i due club hanno vinto due Champions League (una a testa per Milan e Inter, 2 su 5 trofei disponibili, 40%) e 5 campionati (4 per l’Inter e 1 per il Milan, 100%) Milano era saldamente al comando della classifica delle città con 755 punti conquistati, davanti a Roma (614), Genova (469) e Torino (413).

Nel successivo quinquennio 2012-2017 si è verificato un vero e proprio tracollo: Milano ha perso l’enormità di 166 punti (terzo posto con 589 punti), alle spalle di Torino (697 punti) e Roma (685).

4) Le antagoniste, Roma e Napoli

Il crollo di Inter e Milan ha profondamente modificato la geografia del pallone del nostro Paese, con Roma e Napoli che in questi ultimi anni si sono avvicendate nel piazzamento d’onore alle spalle della Juventus.

Tuttavia la differenza storica, di tradizione, economica e sportiva fra questi due club e la Juventus è enorme: in termine di fatturati, tifosi, trofei in bacheca, abitudine delle piazze alle vittorie.

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(Insidefoto.com)

Come visto in precedenza nel 2015-2016 la Juventus ha realizzato un fatturato (342 milioni circa) all’incirca equivalente alla somma di quelli di Roma (219 milioni) e Napoli (143 milioni).

Nella scorsa campagna trasferimenti, lo strapotere economico della Juventus ha permesso al club bianconero di strappare due dei migliori calciatori di Napoli e Roma, Higuain e Pjanic, allargando ancora di più il diaframma tecnico fra i club, sulla falsa riga di come spesso opera il Bayern Monaco ai danni degli altri club tedeschi.

5) Meccanismi di ripartizione Uefa

La distribuzione dei premi della Champions League è il perfetto paradigma del calcio moderno: l’attivazione del circolo virtuoso vittorie = più guadagni = più vittorie.

Negli ultimi 5 anni la Juventus è il club italiano che ha incassato di più dai premi derivanti dalla Champions League, praticamente quanto Roma, Napoli e Milan insieme.

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Per la stagione in corsa, grazie al rinnovo dei contratti con gli sponsor e le TV da parte della UEFA, la Juventus potrebbe incassare fino alla cifra record di 113 milioni.

Juventus quanto vale finale champions league

Dalla stagione 2012/13, da quando cioè è tornata in Champions League, alla stagione scorsa, i bianconeri hanno ricevuto dall’Uefa complessivamente circa 274 milioni di euro, una media di circa 68,4 milioni di euro l’anno.

Stagione Risultato Ricavi
2015/16 Ottavi 76.256.000
2014/15 Finalista 89.100.000
2013/14 Fase a gironi 43.098.000
2012/13 Quarti 65.315.000
TOTALE 273.769.000

Considerando anche i premi relativi alla stagione 2016-2017 la media si alzerebbe fino a 76,3 milioni di euro annui in caso di sconfitta nella finale con il Real Madrid, mentre alzando la Champions a Cardiff si arriverebbe ad una media di 77,4 milioni di euro a stagione.

Grazie al meccanismo del market pool, il cui montepremi è molto alto in Italia grazie al maxi-investimento di Mediaset per ottenere l’esclusiva della Champions League nel triennio 2015-2018, e in ragione delle costanti eliminazioni della 3° classificata della serie A ai preliminari di UCL, la Juventus è il club che ha incassato di più anche a livello europeo.

Oltre ai premi della UEFA, la partecipazione alla Champions League assicura anche importanti incassi al botteghino, una massiccia esposizione mediatica che garantisce maggiore appeal per gli sponsor e la possibilità di poter offrire ai giocatori sul mercato il palcoscenico europeo più importante.

6) Bassa competitività della Serie A

L’impoverimento tecnico ed economico della Serie A è ormai un dato assodato. Sono lontani i tempi in cui non solo i migliori calciatori giocavano nel massimo campionato italiano, ma anche squadre di metà classifica potevano vantare fra le proprie fila star internazionali.

La Serie A oramai è ai margini del calcio europeo di prima fascia, e in assenza di riforme e cambi di rotta, non si vede la luce all’orizzonte. Una Serie A a venti squadre ha prodotto una stagione, quella attuale, nella quale più della metà dei club non ha avuto obiettivi da perseguire già a metà campionato.

Un dominio così lungo appannagio di una squadra si osserva anche in Germania (Bayern Monaco) e Francia (Paris Saint-Germain), mentre ciò non succede in Liga (3 diversi campioni negli ultimi 5 anni) e Premier League (4 campioni).

paracadute serie a 2016 2017
Un contrasto tra Trotta e Goldaniga nell’ultimo Crotone-Palermo
(Foto Insidefoto.com)

Nel breve periodo un campionato di cosi basso livello favorisce i club più forti (e quindi in primis la Juventus), ma nel medio-lungo periodo potrebbe dimostrarsi fallimentare per tutto il sistemaa calcio italiano.

La superiorità della Juventus è da accreditare in prima battuta ai propri dirigenti e giocatori. Tuttavia una serie di circostanze concomitanti, ha facilitato questa egemonia, destinata, in assenza di significativi cambiamenti da parte degli altri club, in primis di Inter e Milan, a durare a lungo.

Un proverbio inglese recita più o meno così: essere il pesce più grande all’interno di un piccolo laghetto.

Ha i suoi bei vantaggi, ma alla lunga potrebbe non pagare più. Anche per questo Andrea Agnelli – insieme ai dirigenti di Inter e Milan – si è battuto per consentire all’Italia di tornare ad avere quattro squadre qualificate alla fase a gironi della Champions League a partire dalla stagione 2018-2019.

La prossima sfida, può sembrare paradossale, ma è così, riguarda tutti, ed è la crescita del club all’interno di una Lega Calcio italiana che torni a far crescere il prodotto Serie A.

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epidemiologo, appassionato di numeri. Si può ragionare senza? No, basta solo lasciarli parlare!

2 COMMENTI

  1. La Juventus ha ricavi da stadio bassissimi rispetto le top europee, ha un settore commerciale che non funziona, ha una fidelizzazione bassa dei tifosi locali per precise strategie societarie come quella di non festeggiare lo scudetto nella propria città con i propri tifosi

  2. Il Signor FABIO CONTARINO ha tralasciato una cosa molto importante
    1- Vince in ITALIA perché le TERNE ARBITRALI sono SERVILI
    2- Non vince in EUROPA perché ci sono TERNE STRANIERE
    3- In ITALIA i giocatori della Juventus non vengano mai espulsi, all’estero si
    4- In ITALIA le TERNE ARBITRALI pilotano il campionato, essendo tutte GOBBE favoriscano
    la Juventus.

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