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(Insidefoto.com)

Fininvest è salita al 39,53% del capitale e al 41,09% dei diritti di voto in Mediaset dal 38,2% del capitale e dal 39,5% dei diritti di voto. Lo rende noto nei tempi delle comunicazioni obbligatorie sulle società quotate in Borsa l’holding dei Berlusconi, che in questo modo rafforza il controllo sul gruppo televisivo dopo la scalata a quasi il 30% di Vivendi.

Nel periodo in cui sono stati effettuati gli acquisti le azioni Mediaset si sono mosse in Borsa in un range compreso tra un minimo di 3,392 euro e un massimo di 3,878 euro: in base a questi valori l’esborso di Fininvest per rafforzarsi è stimabile in una forchetta di 51-58 milioni di euro.

Con l’operazione annunciata questa sera, la holding ha effettuato negli ultimi dodici mesi acquisti complessivi per quasi il 5% del capitale di Mediaset (1,27% in questi giorni e 3,527% a dicembre): pertanto Fininvest non potrà effettuare fino a dicembre 2017 ulteriori acquisti di rilievo. La disciplina sull’opa da consolidamento infatti fa scattare l’obbligo di offerta pubblica per quei soci di controllo che nell’arco di dodici mesi incrementino la propria partecipazione oltre il 5% consentito.

Oggi, intanto, il fisco francese è stato condannato a rimborsare oltre 315 milioni di euro al gruppo Vivendi, controllato dal miliardario bretone Vincent Bolloré. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo di Montreuil, vicino Parigi: la sentenza riguarda delle agevolazioni fiscali di cui il gigante dei media aveva usufruito. Il parlamento nel 2011 aveva eliminato il cosiddetto beneficio globale consolidato, che permetteva ad alcuni grandi gruppi di ridurre il prelievo fiscale consolidando nei conti le perdite delle filiali straniere.

Il tribunale di Montreuil ha ritenuto che Vivendi poteva riportare nel bilancio 2012 questi crediti di imposta maturati entro la data del 31 dicembre 2011. “La società Vivendi è stata esentata dal pagamento di imposte supplementari che le erano state addebitate alla fine dell’esercizio 2012 oltre che penalità e interessi per la somma complessiva di 315.464.624 euro” si legge nella decisione del 16 marzo

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