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Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, Noel Le Fraet (FFF) e Carlo Tavecchio (FIGC) (Insidefoto.com)
 “Le riforme in Lega? Il commissario ha carattere di ordinarieta’ per la gestione, la riforma del campionato e’ un provvedimento straordinario. Ha poteri che devono essere ratificati dall’assemblea e quindi serve una maggioranza qualificata per cambiare il format. La cosa piu’ importante per un commissario e’ la riforma dello statuto, ed e’ questo l’obiettivo piu’ importante che ho in mente”. Lo ha detto il presidente della Figc e commissario della Lega di Serie A, Carlo Tavecchio, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno.
Assicurato che sulle nomine dei subcommissari non c’e’ stata alcuna ingerenza del Coni (“Abbiamo applicato un principio fondamentale di indipendenza della federazione, li ho indicati io e illazioni e considerazioni li lascio fuori dalla polemica”), Tavecchio ammette di essere piu’ ‘posato’ nel suo nuovo incarico, “non di poco conto”.
“Ho pregato fino all’ultimo che non avvenisse, c’erano le condizioni per fare un presidente ma fattori di natura economica ha portato i presidenti a dividersi ancora – aggiunge il numero uno della Federcalcio – Ho una maggioranza risicata? Dieci contro sette mi sembra una maggioranza gestibile in questo momento, e anche per il commissariamento c’e’ stata unanimita’. Ma non si discute in termine di maggioranza e minoranza, non siamo in politica, bensi’ di progetti”.
Per la presidenza di via Rosellini resta in piedi l’idea di un manager: “E’ una realta’, mi sto recando a Milano per capire le prime analisi fatte dagli avvocati della Lega, c’e’ la possibilita’ della nomina di un ad e di un direttore generale manager. E’ un’idea che puo’ trovare spazio. Mi auguro di fare presto, bene e in fretta, non e’ una carica che agognavo ma un impegno notevole. Se non risolvessi dopo sei mesi? La parte strutturale e statutaria penso non sia difficile, alla questione che invece riguarda i reparti, se non si trovano soluzioni ragionevoli, ci pensera’ il governo. Non possiamo pensarci noi”.
Il campionato a 18 squadre? Ho sempre pensato a raggiungere questo obiettivo, il problema e’ che la decisione dei format e’ legata a modelli culturali che dipendono da delibere assembleari qualificate, ed e’ difficile portarlo a termine – prosegue Tavecchio – Introdurre i play-off ed i play-out? Sono idee innovative e nei tornei dilettanti ci sono gia’, cosi’ come nel calcio a 5 nazionale. Bisogna studiare delle forme nuove, introdurre qualche correttivo per evitare queste situazioni. Ma e’ un campionato buono, che ha messo in evidenza le cinque squadre che si prevedeva: l’importanza della Juve e’ fuori discussione, ma Roma e Napoli stanno riducendo il gap e spero che in futuro ci sia piu’ competitivita’”.
La prossima Serie A iniziera’ il 20 agosto, a dispetto dalle richieste del ct Gian Piero Ventura, che voleva anticipare in virtu’ dello scontro diretto con la Spagna che segnera’ i destini dell’Italia nel girone di qualificazione ai Mondiali russi: “Non e’ stato scontentato solo il ct, abbiamo sperato che potessero essere accolte, con la data del 13 agosto, le istanze della federazione. Per vincere il girone (e ottenere la qualificazione diretta, ndr) in Spagna dobbiamo soltanto vincere e sarebbe stato un atteggiamento di grande disponibilita’ anticipare il campionato. Purtroppo i colori della maglia azzurra non sono ancora ben radicati nella classe dirigente”.
Detto che disputare la prossima Serie A durante le feste natalizie, cosi’ come succede gia’ alla B, nasce dall’esigenza di rispettare “i diritti televisivi ed il fuso orario, bisogna prenderne atto” e dichiarandosi “molto dispiaciuto” per le sorti della sua Inter, Tavecchio, analizzando l’ingresso nel calcio italiano di proprieta’ straniere e soprattutto cinesi, avverte che “l’era dei mecenati e’ finita. Oggi ci sono questi grandi gruppi industirali che fanno trust o fondi per investire. Il calcio ha una visibilita’ indiretta e l’obiettivo di questi soggetti e’ creare delle sinergie globali che vanno al di la’ della societa’ di calcio“.
Sull’introduzione della Var dalla prossima stagione: “Sono molto contento. C’e’ una mia lettera dell’ottobre 2014 in cui chiedevo la tecnologia a Blatter, si figuri se non sono contento che entri in funzione nel prossimo campionato. Nicchi ha fatto bene ad annunciarlo – aggiunge Tavecchio, fresco di nomina di commissario della Lega di Serie A – Italia e Germania sono le due nazioni che avranno questo privilegio, dobbiamo avere fiducia nella classe arbitrale, abbiamo tecnologica all’avanugardia e stadi pronti. Sono sempre stato aperto alle novita’ e sono convinto che la Var avra’ una buona riuscita”.