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Rafa Benitez, tecnico del Newcastle (Insidefoto.com)

Il Newcastle United, che si appresta a ritornare in Premier League forte di un vantaggio importante sulla terza in classifica (passano le prime due, dalla terza alla sesta vanno ai playoff), può festeggiare per il sesto anno consecutivo la chiusura in utile del proprio bilancio.

La squadra, allenata da Rafa Benitez, secondo l’ultima Deloitte Money League che le attribuiva ricavi complessivi per 168,2 milioni di euro, è anche stata – in questa stagione – la prima in assoluto per ricavi in un campionato di Seconda divisione, ovvero la Championship inglese.

In classifica è al 21esimo posto. Per un raffronto europeo basti dire che l’Inter, diciannovesima, nella stessa classifica presenta fatturati per 179 milioni di euro mentre la prima europea alle spalle delle magpies è il Lione, 24esimo, con 160 milioni.

Il Newcastle United ha registrato utili per il sesto anno consecutivo. In totale si tratta di 4,6 milioni di sterline in discesa rispetto ai 32,5 milioni nel corso dell’anno per il 2015. Il fatturato è sceso del 3% con un calo di 4,5 milioni.

Ovviamente va ricordato che i dati non tengono ancora conto della retrocessione che dovrebbe portare un risultato decisamente peggiore.

La squadra naturalmente subirà nel prossimo bilancio un netto decremento dei proventi media, mentre punta a rifarsi parzialmente vincendo il campionato che prevede un premio in denaro da 7,1 milioni di euro (oltre naturalmente alla previsione ulteriore di importanti entrate nella stagione successiva, seconda del triennio del superaccordi dei diritti tv di Premier League).

Tra gli altri numeri rilevanti: non è stata sufficiente al club una crescita degli ingaggi dei giocatori dal 50,1% del fatturato fino al 59,4%.

L’indebitamento finanziario netto, nel frattempo, si è attestato a 127,3 milioni di sterline, gran parte delle quali dovute alle società controllate dal presidente Mike Ashley, la cui gestione non è particolarmente gradita alla piazza che – tra le altre cose – aveva anche proposto un boicottaggio dell’acquisto di maglie proponendo le proprie divise no-logo proprio per colpire al cuore il business del presidente.