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Recentemente Facebook ha concluso un accordo con la Major League Soccer per trasmettere 22 partite della prossima stagione in diretta sulla sua piattaforma negli Stati Uniti. Twitter, invece, si era portata avanti nel 2016 con un pacchetto da 10 partite di NFL il giovedi sera (pagate 1 milione di dollari l’una ma trasmesse in contemporanea anche dalle emittenti storiche CBS e NBC).

Gli eventi sportivi in diretta sulle piattaforme digitali social sono una realtà e aziende come Twitter, Facebook, Youtube e Amazon hanno tutte chiuso qualche accordo di diritti per lo streaming sportivo, a partire dagli Stati Uniti dove le loro posizioni stanno per diventare realmente concorrenziali rispetto a quelle dei grandi broadcaster.

Un primo dato interessante: dopo anni di sport a pagamento le grandi aziende nate su Internet stanno riportando al centro dell’attenzione il modello free to air basato sulla ri-commercializzazione sul mercato pubblicitario degli eventi.

Ma bisogna essere realisti. Al momento i contratti streaming sono più piccoli rispetto a quelli televisivi tradizionali e spesso coinvolgono sport di nicchia.

Il vero momento di rottura sarà quando una di queste aziende si presenterà per uno dei contratti più onerosi e se lo aggiudicherà. Fino ad allora assisteremo ad assaggi, esperimenti (anche onerosi ma in misura minore) e manovre di avvicinamento accerchiamento.

Stiamo parlando di mercato statunitense, caratterizzato da una territorialità (e quindi bacini d’utenza) molto meno variegata rispetto a quella europea ed in cui i diritti televisivi vengono venduti per periodi molto più lunghi rispetto ai trienni europei.

I diritti televisivi per le partite di NFL sono attualmente condivise tra CBS, Comcast NBC, ESPN della Disney e Fox del 21 ° Century Fox, più la rete ufficiale NFL, con un accordo da 28 miliardi di dollari in nove anni, che scadrà nel 2022.

ESPN ha poi un accordo separato di otto anni a 15.2 miliardi di dollari per trasmettere la NFL il lunedì notte fino al 2021.

Nel frattempo, i diritti televisivi per la Major League Baseball, la National Hockey League e il golf sono chiusi fino al 2021, mentre i diritti NBA non verranno rinnovati fino al 2025.

Turner e CBS di Time Warner hanno firmato un accordo a lungo termine nel 2016 per trasmettere il campionato di basket NCAA maschile fino al 2032. L’offerta comprendeva i diritti di streaming, che Turner e CBS gestiscono attraverso un assortimento di applicazioni, tra cui CBS All-Access.

Il 2021 potrebbe essere una data spartiacque sia negli USA che in Europa (in quell’anno scadrà il prossimo triennio Champions). A quel punto potrebbe arrivare l’assalto delle grandi aziende Internet.

Gli analisti e specialisti del settore inquadrano la situazione spiegando che per le aziende di tecnologia l’investimento non sarebbe finalizzato alla trasmissione della manifestazione sportiva, ma sarebbe un modo per mantenere il pubblico monetizzando e sviluppando in parallelo altre strategie legate ad esempio all’e-commerce. Qualcosa che le reti televisive da sole in questo momento non possono fare.

Nonostante questo sarebbero in grado di offrire cifre importanti che attraggono i campionati sportivi sempre alla ricerca di nuovi incassi e più che disponibili a sperimentare con lo streaming.

Il paragone interessante è il seguente: le piattaforme social stanno alle reti tv come Apple sta a Spotify. Per la prima la musica è tutto, per la seconda è solo parte di una strategia commerciale più ampia. Il percorso sembra segnato.