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(Insidefoto.com)

Le Zebre scongiurano il fallimento depositando in tribunale un ricorso per concordato ‘in bianco’. Lo ha annunciato con una nota il cda della società rugbistica, la franchigia del nordovest che partecipa al campionato internazionale Pro12, al termine del cda.

Dopo tre successivi rinvii il board ha deliberato di voler “proseguire l’attività della società sportiva e a tale scopo, a tutela dei creditori e a protezione del patrimonio sociale, ha deliberato di depositare presso il tribunale di Parma un ricorso per concordato in bianco”.

L’ombrello protettivo si apre immediatamente, i creditori non possono avviare o proseguire azioni esecutive o cautelari sui beni del debitore ma entro luglio (120 giorni) le Zebre dovranno presentare al Tribunale di Parma un piano di risanamento.

“La società – si legge nella nota – confida di formulare un piano di risanamento che consentirà per questo e per gli esercizi futuri di proseguire l’attività sportiva, e di mantenere la presenza delle Zebre nella città di Parma”.

Tra i rumors circolati negli ultimi mesi era stata ventilata l’ipotesi di un trasferimento della franchigia a Roma o a Milano. L’assemblea dei soci riunitasi subito dopo il cda “ha preso atto della decisione del CdA e della conseguente sospensione dell’obbligo di ricapitalizzazione, venendo meno le ragioni per una liquidazione della società”.

In realtà il nodo aumento resta considerando che il bilancio 2016 si è chiuso con una perdita di 98.455 euro, di un soffio sotto un terzo del capitale sociale (pari a 300.000 euro), soglia che avrebbe fatto scattare l’obbligo di riduzione del capitale (ed eventuale ricostituzione).

Il cda ha anche deliberato la nomina , in sostituzione del presidente dimissionario Stefano Pagliarini, di Cosetta Falavigna, attuale presidente del Rugby Colorno (socio con il 6,67%) che rimarrà in carica fino al 2018. Governance e coesione tra i tanti piccoli soci sembrano, oltre a quello finanziario, i nodi da sciogliere per la società rugbystica che, dopo l’uscita della Federazione dall’azionariato a luglio 2015, è diventata privata con un azionariato diffuso composto da circa 60 piccoli soci.

In un anno il presidente è cambiato già tre volte, a febbraio 2016 con l’addio di Gianluca Romanini (rimasto socio con il 2,33%) e del suo vice Egidio Amoretti (socio con il 6,67%) e ora con Pagliarini (socio con il 6,33%) ma nel corso dell’anno ha lasciato il cda anche Stefano Bellucci, socio con il 6%).

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