Il vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, torna a gettare acqua sul fuoco rispetto ai rumors che davano come possibile una cessione della pay-tv Premium al gruppo Sky di Rupert Murdoch. «Non ci sono trattative concrete», affermato Berlusconi a margine della presentazione di RadioMediaset sottolineando come la posizione di Fininvest, quale azionista di maggioranza di Mediaset, rimanga “piuttosto solida” nonostante il tentativo di scalata da parte dei francesi di Vivendi.

Sul tema dei rapporti tra Fininvest, Mediaset e il colosso transalpino dei media, di cui primo azionista è Vincent Bolloré, Piersilvio Berlusconi ha sottolineato come al momento da Vivendi (con il quale è in corso una battaglia legale sia sul fronte civile sia su quello penale) non sono arrivate nuove proposte per risolvere la questione.

«La soluzione la devono trovare loro», ha aggiunto il vicepresidente di Mediaset riferendosi ai francesi. E sul fatto che i vertici di Vivendi lascino trapelare sulla stampa di essere fiduciosi sulla possibilità di raggiungere un accordo con Fininvest e Mediaset, il figlio dell’ex premier ha risposto: «Sono fiduciosi de che? Tra noi e Fininvest abbiamo chiesto oltre un miliardo e mezzo di danni e siamo certi di avere ragione».

«Con Vivendi banalmente non sta andando», ha aggiunto, «Abbiamo a che fare con qualcuno che ha rotto un contratto molto importante per Mediaset e per Vivendi. Mediaset, per l’interesse degli azionisti deve essere risarcita per il danno grandissimo che gli e’ stato fatto».

Per quanto riguarda invece l’andamento della raccolta pubblicitaria del gruppo, Piersilvio Berlusconi ha mostrato ottimismo. «Stimiamo i primi sei mesi con un segno più e di fare meglio del mercato cosa che già’ oggi sta avvenendo».

Infine sulla possibile aggregazione tra Rai Way ed EI Tower (la controllata di Cologno Monzese nel business delle antenne di trasmissione) Piersilvio Berlusconi si è detto, almeno in linea strategica a favore. «Due anni fa era stata lanciata un’Opa: siamo ancora convinti che questo sia strategico per il settore e anche per il Paese. E’ una cosa che ci piace, è giusta. Eravamo disposti ad essere in minoranza allora e lo siamo anche adesso. Vi sono stati colloqui, ma al momento non c’è nulla di concreto in essere».