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Carlo Tavecchio (Insidefoto)

Tavecchio rieletto presidente Figc – Carlo Tavecchio è stato rieletto presidente della Figc. Il numero 1 uscente della Federcalcio è stato confermato al vertice durante la votazione di oggi, battendo al terzo scrutinio Andrea Abodi.

Nelle prime due votazioni infatti nessuno dei due rivali aveva raggiunto il quorum necessario: nella prima Tavecchio ha ottenuto il 56,49% dei voti, con Abodi al 42,91% (quorum al 75%), mentre nella seconda il presidente uscente era sceso al 53,70%, con Abodi al 45,41% (quorum a 66%). Nel terzo scruitinio, è bastato così il 54,03% (pari a 275,17 voti) a Tavecchio per essere rieletto, contro il 45,97% (234,08 voti) di Abodi.

Tavecchio rieletto presidente Figc fino al 2020

Tavecchio, in carica dall’11 agosto 2014 dopo le dimissioni di Giancarlo Abete, resterà quindi alla guida della Federcalcio per il prossimo quadriennio, fino al 2020. “Do atto al mio sfidante della correttezza, e ora dico che con la forza con cui ci si divide bisogna ritrovare la stessa forza per unire”, le prime parole di Tavecchio. Visibilmente provato dall’influenza che lo ha colpito proprio in questi giorni, il rieletto presidente si è poi commosso al momento dei ringraziamenti.

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Andrea Abodi e Carlo Tavecchio (foto Insidefoto)

“Sono emozionato, come è normale che sia. Vittoria risicata a livello percentuale? Se a voi sembra risicata…”, ha aggiunto Tavecchio lasciando la sala dell’assemblea federale. “Sono sicuro di aver fatto il mio dovere, ho detto quello che potevo fare, gli impegni che possono mantenere, niente di più. Da oggi una federazione ancora più unita? Lo spero”.

“Non sono nelle condizioni di proseguire molto. Ringrazio chi mi ha votato, gli amici, e anche coloro che non lo hanno fatto. Una considerazione va alla mia famiglia, ma soprattutto a mio fratello che sta soffrendo”, ha concluso Tavecchio.

Andrea Abodi, invece, non nasconde l’amarezza per la sconfitta nella corsa alla presidenza Figc. “Il mio futuro? Domani è il mio compleanno e farò una partita di calcetto. Poi devo capirlo, mi sono dimesso e ho sempre rispettato i miei impegni. Gran parte del futuro è nelle mie mani e un altro pezzo è in chi deve valutare la mia competenza, magari non in questo sistema ma in un altro contesto. Adesso inizia un’altra vita – ha aggiunto – auguro a Carlo (Tavecchio, ndr) e alla Federazione di fare tesoro anche di questo confronto”.