Il momento d'oro di Cellnex, l'azienda che ha cablato San Siro e lo Stadium

Momento d’oro per la spagnola Cellnex, colosso delle infrastrutture per telecomunicazioni wireless, già protagonista di importanti commesse nel mondo del calcio, per il quale l’Italia è già il secondo mercato,…

Champions League 2004/2005

Momento d’oro per la spagnola Cellnex, colosso delle infrastrutture per telecomunicazioni wireless, già protagonista di importanti commesse nel mondo del calcio, per il quale l’Italia è già il secondo mercato, con 239 milioni di euro di ricavi, il 34% del totale.

Ne scrive oggi il quotidiano MF MilanoFinanza, ricordando che l’azienda ha già cablato lo Stadio San Siro e lo Juventus Stadium, le metropolitane di Milano e Brescia, Piazza Duomo, Piazza Gae Aulenti e Corso Como a Milano e tutta una serie di grattacieli, come Unicredit Tower, Bosco Verticale, Torre Solaria e Torre Aria delle Varesine, Palazzo della Regione Lombardia e il Pirellone. A chiudere la lista ci sono l’Ospedale Niguarda di Milano, l’aeroporto di Malpensa e la rete di Ferrovie Nord.

Ma in pentola potrebbe esserci anche un accordo quadro con Ikea per la cablatura dei suoi centri commerciali.

Cellnex aveva già presentato un’offerta in cordata con F2i per Inwit (la società delle torri di Telecom) poi finita su un binario morto. E ora, con i nuovi spazi di mercato creati dalla fusione Wind-3 e dall’ingresso di un nuovo operatore come la francese Iliad, il gruppo guidato da Tobías Martínez Gimeno punta a fare dell’Italia il primo mercato.

Negli ultimi due anni, gli investimenti di Cellnex in Italia sono stati superiori a quelli fatti in qualsiasi altro Paese. Anche se, a detta del ceo, Cellnex non sta cercando di crescere in Italia attraverso l’acquisizione di nuove torri, ma con progetti ad alto valore aggiunto in partnership con i suoi clienti.

L’Italia è diventata ancora più strategica a giugno dopo l’acquisizione per 18,6 milioni dell’azienda milanese CommsCon, che fornisce soluzioni di copertura per banda larga mobile in grandi spazi aperti e chiusi, caratterizzati dall’alta frequenza e agglomerazione di persone. L’idea è trasformarla in un centro di eccellenza internazionale, mettendola in condizione di aggiudicarsi commesse in giro per il mondo, a partire proprio dalla Spagna.

Di recente Cellnex ha presentato i risultati di bilancio del 2016. I ricavi sono cresciuti del 15% a 707 milioni e l’ebitda ha raggiunto 288 milioni, mettendo a segno un +23%. L’utile si è attestato a 40 milioni, in rialzo del 38%. Il 55% dei ricavi di Cellnex proviene oggi dalla telefonia mobile (385 milioni, +27% sul 2015), mentre la radiodiffusione rappresenta il 33% (235 milioni di euro, +4,5%) e i servizi di rete il 12%, per un totale di 87 milioni, in crescita del 2% anno su anno.

Il debito netto al 31 dicembre è cresciuto di mezzo miliardo a 1.5 miliardi, per un rapporto debito/ebitda di 4,6, che include il finanziamento di oltre 700 milioni investiti in operazioni di crescita in Italia, Francia, Olanda e Regno Unito. Il free cash-flow da attività ricorrenti dell’esercizio è cresciuto del 29%, attestandosi a 251 milioni.