A meno di un mese dall’elezione del presidente federale, termine entro cui dovranno essere rinnovate le cariche anche in Lega, si scalda la corsa al vertice.
Ieri il quotidiano La Repubblica ha fatto emergere il nomer di Walter Veltroni, che piacerebbe alle medio-piccole. Oggi il Corriere della sera evidenzia invece la querelle intorno al nuovo statuto.
Le sei grandi, ovvero Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina hanno già licenziato un nuovo statuto con l’obiettivo di incrementare i ricavi e rendere più agile l’iter decisionale, finora reso macchinoso dalle conflittualità dell’assemblea.
Il modello si baserebbe su una triade di persone ad affiancare il presidente con ruoli soprattutto di garanzia e di rappresentanza con le istituzioni, affiancato da tre figure esecutive
- un amministratore delegato (che sia manager di estrazione televisiva), sul modello della Premier, con il compito di espandere il brand e di valorizzare i diritti tv con l’estero
- un consigliere delegato
- un direttore generale, responsabile dell’area meramente sportiva
Delle modifiche alla governance hanno discusso ieri le tredici squadre medio-piccole più il «pontiere» Lotito che si sono riunite in via informale a Milano.
Uno degli argomenti caldi nel vertice milanese, oltre alla ribadita fiducia a Carlo Tavecchio per le elezioni del 6 marzo, è stata la ripartizione dei diritti tv con le medio piccole determinate a ridurre il gap per il prossimo triennio (2018-2021) rispetto alle grandi.
Sulla candidatura Veltroni, intanto, si potrebbe arrivare ad uno stallo con 13 club a sostenerlo. Ma difficilmente l’ex segretario Pd arriverà in assemblea con 14 voti garantiti ed allora dopo quello di Adriano Galliani e del direttore generale della Samp Antonio Romei il suo potrebbe essere il terzo nome a saltare.