effetto fiscale diversi paesi europei calcio italiano

La stagione calcistica 2015/2016 sarà ricordata soprattutto per l’impresa del Leicester in Premier League diventato campione d’Inghilterra davanti a squadre come Manchester City, Manchester United, Chelsea, Liverpool e Arsenal  ma soprattutto, come dimostrato recentemente dalla Deloitte Football Money League 2017, davanti a potenze economiche capaci di fatturare insieme qualcosa come 2,5 miliardi di euro.  

In questo senso l’European Champions Report 2017 KPMG rende omaggio alle otto vincitrici dei maggiori campionati europei quali Juventus, Barcellona, Bayern Monaco, PSG, Leicester, PSV Eindhoven, Benfica e Besiktas.

Lo studio condotto da KPMG si focalizza in particolare su quelli che sono i più importanti indicatori di performance business, considerati come fondamentali per fornire una prospettiva sul futuro di questi club.

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Nello specifico l’analisi conferma la tendenza europea di una crescita generale dei fatturati, grazie soprattutto a fattori chiave come l’aumento della distribuzioni dei ricavi da competizioni UEFA e dei diritti tv, la crescita globale dei ricavi commerciali ma anche la valorizzazione della maggiore connettività tra società e tifosi.

Nello stesso tempo, il report evidenzia il vantaggio competitivo di ciascuna società prodotto dall’internazionalizzazione del proprio brand.

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É interessante sottolineare dall’analisi condotta, come risulti il PSV Eindhoven con il suo 68% la squadra con la più alta percentuale di crescita di fatturato rispetto alla stagione passata, mentre il Besiktas è l’unico club a registrare una perdita in bilancio, nonostante un notevole miglioramento del 63% rispetto all’anno precedente.

Ma la società che più di tutte si è distinta per lo stato di salute dei suoi conti, è sicuramente il Bayern Monaco che registra in quest’anno il più alto utile “after tax” della sua storia con 33 milioni di euro (24° utile consecutivo), riuscendo difatti a migliorare il suo fatturato totale del 25%.

Per quanto riguarda invece la parte relativa ai costi, notevole rilevanza è data alle differenze di tassazione (fattore fondamentale nell’economia d’impresa), non solo tra le aliquote dei paesi europei ma anche in confronto a quelle relative alla Cina, visto l’appeal sempre maggiore suscitato dalla Chinese Super League.           

In questo senso infatti l’elemento decisivo che può condizionare un calciatore nella scelta del paese in cui giocare, è sicuramente l’aliquota fiscale applicata al proprio reddito, considerato che quest’ultimo oltre allo stipendio più bonus percepito dalla società in cui milita, percepisce redditi anche dai contratti di sponsorizzazione e dai diritti d’autore.

Per facilità di analisi però lo studio di KPMG confronta solamente il totale dei costi per il club derivanti dagli stipendi della rosa, supponendo un reddito di 1 milione di euro e di 5 di milioni di euro, il risultato (come si può vedere dalla tabella sottostante) dimostra come gli estremi della scala siano rappresentati da Turchia e Francia, ovvero il costo del lavoro ha una tassazione più bassa in Turchia e più alta in Francia.

In generale dunque tutti gli altri paesi europei  posti in mezzo ai due estremi impongono  oneri superiori rispetto a quelli di Turchia e Cina, giustificando così la crescita esponenziale di attrazione del campionato cinese.

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Infine la ricerca propone un interessante focus sulle statistiche chiave che hanno portato ciascuna squadra alla vittoria del titolo nazionale; in particolare è possibile notare che alla squadra di Ranieri sono bastati 2,13 punti medi per partita (il dato più basso tra tutte le società campione) ed una media di 1,97 gol  per vincere il campionato, mentre Bayern Monaco e Benfica hanno totalizzato 2,59 punti medi per partita con una media gol rispettivamente di  2,35 e 2,59. Per quanta riguarda i gol concessi,  le difese migliori sono state quelle di Barcellona e PSG con una media di 0,50 gol subiti.        

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