Juventus, il vantaggio strategico degli investimenti sulla difesa

Negli ultimi giorni si sono sempre fatte più insistenti le voci che vedono Mattia Caldara come prossimo rinforzo per la Juventus di Massimiliano Allegri, probabilmente con la prospettiva di un altro…

Juventus - Atalanta

Negli ultimi giorni si sono sempre fatte più insistenti le voci che vedono Mattia Caldara come prossimo rinforzo per la Juventus di Massimiliano Allegri, probabilmente con la prospettiva di un altro anno a Bergamo prima del passaggio in bianconero.

La Juventus ha, da sempre, un pallino per i giovani prospetti italiani e fonda gran parte del suo vantaggio competitivo e della sua costanza di rendimento proprio su giocatori con questo tipo di profilo e caratteristiche.

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Tabella 1: età alla firma, costo storico e scadenza contratto della difesa Juventus.

L’interesse per il 22enne bergamasco riporta alla memoria alcune delle più importanti operazioni effettuate in ingresso dalla Vecchia Signora per rinforzare il pacchetto difensivo.

Gli acquisti di Bonucci, Chiellini e da ultimo Rugani (che ha appena rinnovato) sembrano ricalcare quanto la Società vuole fare oggi con Caldara: inserire un giovane di livello, italiano, capace nel tempo di crescere e “prendere” il posto dei giocatori più esperti.

Strategia che recentemente ha dato i suoi frutti con l’esplosione dello stesso Rugani (che ha rinnovato tra l’altro fino al 2021), ormai a tutti gli effetti un titolare aggiunto della squadra di mister Allegri.

Considerando che anche Alex Sandro è stato acquistato in giovane età (24anni) ed ha vissuto la prima stagione in “affiancamento” alla chioccia Patrice Evra (preso a parametro zero dal Manchester United), possiamo concludere che anche sulla fascia sinistra Marotta e il suo staff hanno programmato a dovere il passaggio di consegne.

Sul lato opposto invece oltre a Lichtsteiner (che arrivò già “maturo” dalla Lazio, ma va ricordato che venne acquistato per sostituire i vari Motta e Grygera) è stato recentemente inserito anche Dani Alves (altro parametro zero): 33enne di grande esperienza capace di diversificare innanzitutto le caratteristiche dell’esterno basso (più “prudente” lo svizzero, più “offensivo” il brasiliano) e garantire il giusto grado di esperienza internazionale per guidare i più giovani.

Tuttavia a causa di problemi di ambientamento con il calcio italiano e del recente lungo infortunio, l’ex Barcelona non ha ancora probabilmente dato il contributo che tifosi e critica si aspettavano.

Conclude il reparto Mehdi Benatia, in prestito dal Bayern Monaco con diritto di riscatto, in cerca di rilancio dopo le opache stagioni in Germania. Non dimentichiamo che il marocchino era stato pilastro difensivo fondamentale della brillante Roma di Garcia e che se dovesse tornare sui quei livelli sarà difficile toglierlo dall’undici titolare.

Anche qui è valido lo stesso discorso fatto per Dani Alves: non sono in discussione le qualità del giocatore, ma al momento il rendimento è stato al di sotto (soprattutto a causa dei ripetuti infortuni) delle potenzialità.

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*E’ calcolato il costo del prestito.

Tabella 2: età alla firma, costo storico e scadenza contratto della difesa Juventus.

Per garantirsi questa solidità difensiva (14 gol subiti nelle prime 17 gare del campionato e 8,2 tiri concessi a gara, dato migliore dell’intera serie A cui si avvicina solo il Napoli con 9,4) a conti fatti la Juventus spende poco, circa 61 milioni di Euro (dei 300 milioni che dovrebbe contabilizzare, secondo le stime di CF – calciefinanza.it, al 30 giugno 2017, cioè il 20,5% del totale). Da notare che l’ammortamento annuo è inferiore al milione di Euro per tutti i giocatori tranne Alex Sandro e Benatia (che è però in prestito). In senso generale per gli ammortamenti è da notare che bassa è anche l’incidenza sul costo totale per i difensori, segno che sono stati fatti investimenti mirati, senza eccessive spese e senza la necessità di dover “rincorrere” la concorrenza sprecando risorse.

Per il pacchetto difensivo il 16% dei costi in conto economico è dato dagli ammortamenti, mentre i restanti 50 milioni circa sono stipendi. Alla necessità questa potrebbe essere anche un’arma di ultima istanza nel caso in cui il bilancio non dovesse “quadrare”: ad un ammortamento basso corrisponde sia una durata del contratto lunga, ma soprattutto un carico residuo limitato. Qualsiasi offerta dunque genererebbe plusvalenza economica per i conti della Juventus.

Insomma, la programmazione garantisce una doppia vittoria ai bianconeri: risultati sul campo (che poi sono sia obiettivo sia acceleratore di business) e bilancio in ordine.