Sky canali eliminati
Sky (Insidefoto)

Accordo fatto fra Twenty-First Century Fox e Sky. La catena televisiva con base in Gran Bretagna viene acquisita dal colosso televisivo Usa per 11,7 miliardi di sterline (14,6 miliardi di dollari), come annunciano i media britannici, riferendo notizie rimbalzate da New York che confermano il via libera degli azionisti al takeover, secondo quanto preannunciato giorni fa. Con questa mossa, Rupert Murdoch consolida il controllo su Sky, di cui finora deteneva il 39,1%.

Dopo l’accordo di principio, è quindi arrivato quello formale tra 21st Century Fox e Sky. L’offerta presentata è stata di 11,7 miliardi di sterline per il 60% che il colosso americano ancora non possedeva. E non si tratta della prima volta in cui Murdoch ha provato a salire al 100% di Sky: il consolidamento dell’impero Murdoch era già stato tentato nel 2010 quando News Corporation lanciò un’offerta su Sky, poi saltata nel 2011 per lo scandalo delle intercettazioni telefoniche abusive di News of The World.

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Rupert Murdoch

L’offerta prevede un premio di circa il 40% rispetto al 6 dicembre scorso, e l’obiettivo di 21st Century Fox è quello di chiudere la transazione entro la fine del 2017. Se così non fosse, i soci di Sky avranno diritto a un dividendo speciale di 10 penny per ogni titolo Sky in loro possesso. Nel commentare l’accordo, Fox (il cui Ceo è James Murdoch, che è anche presidente del cda di Sky) ha spiegato che “in quanto azionista fondatore di Sky, siamo orgogliosi di avere partecipato alla sua crescita e al suo sviluppo. La logica strategica di questa combinazione è chiara: crea un leader globale nella creazione di contenuti e nella distribuzione, migliora la portata della nostra offerta nel campo dello sport e dell’intrattenimento e ci dà possibilità e tecnologie uniche”.

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L’obiettivo di Murdoch è infatti quello di unificare le piattaforme televisive, anche approfittando del deprezzamento della sterlina sul dollaro, ottenendo così, grazie al cambio favorevole, uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto. Ora però la palla passa all’Autorità per le telecomunicazioni inglese, a cui potrebbe appellarsi il Parlamento inglese nel caso in cui si valuti che l’affare dia troppo influenza ad un unico proprietario.