L’Inter potrebbe presto chiudere un accordo con Alibaba per aprire una piattaforma virtuale di ecommerce in Cina.

A dirlo, in una intervista a Libero, è il responsabile per il Sud Europa, Rodrigo Cipriani Foresio.

Scommetterebbe su una squadra italiana che a breve apre un nuovo negozio virtuale? «Credo che ci sia la possibilità di chiudere un accordo con l’Inter, anche perché Alibaba hail 20% di Suning, la multinazionale cinese che controlla i nerazzurri».

La partecipazione è nota, ed era stata segnalata da CF – calcioefinanza.it già ai tempi dello sbarco in Italia di Suning.

“Il calcio in Cina vive un momento molto particolare ed è lo stesso governo di Pechino a spingerlo con forza. Juve, Bayern Monaco, Real Madrid e Liverpool hanno già uno store sulle nostre piattaforme e siamo in contatto con diverse altre squadre italiane. Del resto Marcello Lippi allena la loro nazionale e altri due nostri campioni, Cannavaro e Ferrara, sono protagonisti del campionato. Insomma, nel calcio tra Italia e Cina c’è un connubio quasi naturale”.

L’obiettivo di Alibaba, quindi, è ampio e va oltre l’Inter. Le altre squadre che potrebbero essere avvicinate per una piattaforma ecommerce? «Il Milan perilfascino internazionale, ma anche la Roma che ha una proprietà straniera e il Napoli con il quale siamo in contatto».

Calcio ma non solo. Alibaba guarda con interesse al tessuto imprenditoriale italiano.

«Alibaba – aggiunge Fiorese – è nata per facilitare il business delle piccole e medie aziende in Cina e la composizione del sistema imprenditoriale italiano (per il 95% si tratta diPmi) si sposa in modo perfetto con il nostro modello di business. Aprire un negozio virtuale (in cinese) sulla nostra piattaforma costa tra i 5 mila e gli 8 mila dollari e in più Alibaba prende una commissione che oscilla tra il 2 e il 5% sul venduto. In cambio offre un mercato di 450milioni di clienti cinesi pronti ad acquistare i tuoi prodotti».

I big se ne sono già accorti: “Al momento sono circa 150. E ci sono tanti nomi noti, si parte da Ferrero, Barilla, Pirelli, Maserati, The Luxer (Tod’s – Hogan – Roger Vivier), Geox, Trussardi, Forzieri e si arriva fino a Illy, Lavazza, Iper ma anche De’ Longhi e Calzedonia. Il nostro obiettivo, però, è coinvolgere tutto il mondo delle piccole e medie imprese che hanno bisogno di un supporto per fare affari in Cina. È un processo lungo e noi siamo partiti solo da un anno».

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