È previsto per oggi il cda di Mediaset che potrebbe prendere decisioni sulla disputa in corso con Vivendi, dopo che il gruppo francese si è rifiutato di procedere all’acquisto della pay tv Premium come previsto dal contratto vincolante firmato lo scorso aprile. Ne scrive oggi Il Giornale.

L’acquisto di Premium era solo il primo passo verso la costruzione di un’asse Mediaset-Vivendi per creare un polo europeo per contenuti esclusivi dedicati al piccolo schermo al fine di contenere il potere degli americani di Netflix.

Nei primi mesi la collaborazione è andata avanti, con il closing atteso il 30 settembre. A luglio però il dietrofont improvviso: Vivendi sostiene che i conti di Premium non sono reali e chiede di rivedere gli accordi.

Per la società guidata da Pier Silvio Berlusconi la proposta è inaccettabile anche perché il contratto firmato è definitivo e vincolante. Ed è proprio per questo che Mediaset, e il suo socio di riferimento Fininvest, hanno avviato le azioni legali per chiedere l’esecuzione del contratto e i danni legati al fatto che Vivendi rendendosi irreperibile, paralizza l’attività di Premium che non riesce più a prendere decisioni strategiche.

In totale la richiesta danni della galassia Fininvest contro Vivendi supera il miliardo e mezzo di euro, a cui bisogna aggiungere 50 milioni di euro al giorno di danni.

Certo la causa sarà lunga e dato che la prima udienza è prevista soltanto a marzo, nel cda odierno Mediaset potrebbe decidere di presentare una proceduta d’urgenza presso il tribunale di Milano.

Parigi cerca intanto una via d’uscita. Vivendi, affiancata da Mediobanca, starebbe infatti sondando Telefonica (già socia di Premium con l’11%) e fondi mediorientali per un riassetto della pay-tv che vedrebbe sia i francesi sia Cologno Monzese al 40% e soci terzi con un complessivo 20 per cento.

E anche se alcuni osservatori spingono verso un accordo tra le parti per evitare lunghi strascichi legali, Mediaset pare che non abbia alcuna intenzione di trovare una soluzione di compromesso. Ieri intanto il titolo del biscione in Borsa, dopo tre rialzi consecutivi, ha perso l’1,8%, un ribasso comunque condizionato anche dalla debolezza di Piazza Affari.

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