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Joe Hart (Insidefoto)

Tra le esagerazioni del mercato condotto dal Manchester City c’è sicuramente quella delle ultime 24 ore, che riflette in generale la gestione complessiva del club, costretto a parcheggiare calciatori per oltre 70 milioni di euro in 24 ore. Essere ricchi e strapagare i giocatori può portare a conseguenze non esattamente in linea con una corretta gestione economica.

Il rischio di essere la società che spende più di tutti è l’impossibilità di rivendere ai tuoi prezzi.

E così il Manchester City, che nella sessione di mercato 2015/2016 è stato ancora una volta il club che più di tutti ha speso sul mercato, conferma la sua nomea di grande investitore e pessimo venditore.

Il club da una parte ha messo a segno colpi importantissimi come quelli di Stones e Sane (55 mln e 50 mln di euro: rispettivamente il quarto e quinto più costosi dell’estate) ma dall’altra ha dovuto cedere giocatori in prestito per un controvalore di oltre 70 milioni di euro.

Nel dettaglio le ultime ore di mercato hanno visto partire Eliaquim Mangala (valore stimato da Transfermarkt.it: 23 milioni di euro), Joe Hart (17 milioni), Samir Nasri (15 milioni), Wilfried Bony (22 milioni) oltre ad una serie di nomi minori (in totale sono 13 i giocatori in prestito in giro per l’Europa).

La difficoltà è evidente: quando si portano in alto i prezzi è difficile poter trovare acquirenti nel momento in cui investimenti fatti poco prima (si pensi su tutti a Bony e Mangala) vengono considerati sbagliati e bisogna disfarsi dei giocatori.

Ovviamente il discorso deve essere fatto soprattutto per calciatori (come i giocatori sopra menzionati) di una certa età che difficilmente vedranno crescere il loro valore a differenza magari di qualche giovane che giustamente viene “girato” e monitorato nella sua crescita.

E così il mercato del Manchester City a fronte di 213 milioni spesi ha fatto registrare un saldo negativo di -191 milioni di euro, soprattutto perchè le cessioni hanno fruttato solo una ventina di milioni di euro a fronte di un valore complessivo di 120 milioni.

Il rischio è quello di ripetere numerosi casi-Dzeko, ovvero quello di giocatori maturi ceduti in prestito e poi rivenduti al ribasso dopo un ulteriore anno di svalutazione. E’ il paradosso di essere i più ricchi: tutti vendono ma nessuno sembra essere disposto ad acquistare da te.

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