Fallimento Pisa regolamenti federali. Mercato fermo, squadra incompleta e senza allenatore e seconda partita del campionato ancora in bilico. Il caos societario del Pisa non è ancora risolto dopo il flop della trattativa tra il fondo d’investimento di Dubai e la famiglia Petroni per la cessione del club. Gli imprenditori romani restano in sella ma senza avere ancora trovato una soluzione.

La squadra non si è allenata neppure ieri. Venerdì a Empoli, città che ospiterà le prime gare interne dei nerazzurri perché lo stadio pisano non è a norma, si riunirà il Gos per affrontare gli aspetti legati alla sicurezza, ma il Pisa sta ancora faticosamente mettendo insieme i pezzi per organizzare la partita e soprattutto nell’ultimo giorno di mercato non è riuscito a completare la squadra, né a nominare un nuovo allenatore.

E anche l’ipotesi di cessione al gruppo Italpol di Giulio Gravina, zio di Lorenzo Petroni, trapelata nei giorni scorsi non sembra essere così imminente.

Nel frattempo il presidente federale Carlo Tavecchio ha dichiarato: “Abbiamo preso atto della situazione della Paganese, per ora gioca il campionato. Abbiamo concesso dei giorni per la campagna acquisti e abbiamo preso atto della situazione del Pisa. Vedremo se ci sarà uno sviluppo con un acquirente o meno, dopodiché ci sono i regolamenti federali: alla quarta partita persa a tavolino si rischia l’esclusione“.

“Se si rischia un nuovo caso Parma? Sono diversi – ha aggiunto Tavecchio -, quello prevedeva delle responsabilità di natura economica. Qui non è ancora partito nulla e non sappiamo quali sviluppi avrà nell’economia della Lega”, ha aggiunto Tavecchio.