Anche la “Giovanni Agnelli sapaz”, l’accomandita della famiglia che detiene il 52 per cento di Exor, adegua lo statuto alle nuove regole sui diritti di voto della holding che controlla Fca, Cnh, PartnerRe, Economist, Ferrari e Juventus. Ne scrive oggi il quotidiano La Repubblica.

Nella Exor olandese, che nascerà il 3 settembre al termine dell’assemblea straordinaria di Torino, sarà attribuito un diritto di voto quintuplo a chi avrà mantenuto le azioni per cinque anni e addirittura decuplo a chi le manterrà per dieci.

Così tra cinque anni sarà necessario avere molte meno azioni della metà più uno per controllare il 51 per cento dei voti.

 

Analogamente, nel nuovo statuto della “Giovanni Agnelli sapaz”, che in Olanda si chiamerà “Giovanni Agnelli B.V.”, l’unanimità oggi necessaria per deliberare di scendere sotto il 51 per cento delle azioni di Exor diventerà necessaria per scendere sotto il 51 per cento dei soli diritti di voto.

Gli Agnelli cederanno quote? Difficile. A Torino si fa notare che una holding ha come obiettivo principale quello di remunerare la partecipazione dei soci e dunque dovrebbe essere più probabile dividersi una plusvalenza che partecipare ad un aumento di capitale.

Per questo difficilmente gli Agnelli scenderanno sotto le attuali soglie. Nell’immediato anzi potrebbero incrementarle, incamerando fino a un quarto delle quote degli azionisti che intenderanno esercitare il diritto di recesso consentito in occasione del cambio della sede legale di una società.