Preziosi rifinanzia il debito. L’accordo con le banche fa tornare il sereno sul gruppo Giochi Preziosi guidato dal presidente del Genoa Enrico Preziosi dopo che il suo piano di sviluppo è stato sottoscritto con un finanziamento di 140 milioni di euro. Ne scrive oggi il quotidiano La Repubblica nell’edizione dei Genova.

Il gruppo, chiuso il capitolo dei dolci (ceduta la maggioranza della “Dolci Preziosi”) si è rifocalizzato sul core business e adesso andrà a definire un piano di crescita sia per linee interne che esterne, cercando di cogliere le migliori opportunità sul mercato.

 

Il contratto di finanziamento del valore complessivo di 140 milioni di euro poggia su due pilastri. Il primo è una linea di credito definita “long term amortizing” (che è possibile ammortizzare nel lungo periodo) di 60 milioni di euro, mentre il secondo è una “revolving facility” da 80 milioni, concessi da un pool composto da Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Milano che, insieme a Banca Imi, hanno rivestito il ruolo di “mandated lead arrangers” dell’operazione. Unicredit ha inoltre agito in qualità di “global coordinator” del pool bancario che ha sostenuto l’operazione.

Sulla base dei dati semestrali a dicembre 2015 (pro-forma a 12 mesi) il gruppo Giochi Preziosi ha realizzato ricavi netti per 903 milioni, un Ebitda di 52 milioni e una posizione finanziaria netta negativa di 57 milioni.
«La rinnovata solidità patrimoniale del gruppo, si legge nella nota diffusa ieri, consente il rimborso integrale del finanziamento erogato da un più esteso pool di banche nel 2008 e oggetto dell’accordo di ristrutturazione firmato nel corso del 2013». Il termine della nuova operazione di finanziamento è atteso entro la fine di questo mese.
«Questa operazione — commenta il presidente di Giochi Preziosi Enrico Preziosi — conferma l’avvenuto ripristino dell’equilibrio economico finanziario del gruppo nonché la rinnovata fiducia nello stesso da parte del sistema bancario italiano. il gruppo ha ceduto alcune attività non più ritenute strategiche, si è rifocalizzato sul core business e si prepara ora ad una nuova fase di sviluppo anche mediante operazioni di crescita esterna».