Chi è Andrea Berta, il segreto del successo di Diego Pablo Simeone non è solo il campo: alle spalle ha anche un direttore tecnico italiano, come il Cholo ambitissimo tra i club nostrani.

Il suo nome è Andrea Berta, classe 1972, nato a Orzinuovi, che come racconta il Corriere della Sera, ha iniziato la sua carriera nel bresciano, al Carpenedolo. Lasciando, però, un posto fisso: era capo filiale alla Bcc di Pompiano Franciacorta, ufficio di Pievedizio di Mairano, ha mollato tutto per fare il dirigente a tempo pieno.

Dopo il Carpenedolo il Parma, che condivideva con la squadra bresciana la proprietà di Tommaso Ghirardi, poi tre anni al Genoa, dove porta tra l’altro giocatori come Kucka, Birsa, Veloso, Grandqvist e Antonelli, che garantiranno incassi di un certo peso al club rossoblu. Infine, nel 2013, il grande salto: passa all’Atletico Madrid come direttore tecnico accanto a José Luis Perez Caminero, con particolare attenzione al mercto internazionale. In Spagna diventa l'”hombre milagroso”, nonché uno dei segreti dei successi dei colchoneros, anche perché tra i “suoi” acquisti vanno annoverati colpi come Griezmann, Oblak, Vietto, Jackson Martinez e Correa, giusto per restare agli ultimi.

Chi è Andrea Berta, dt nel mirino delle italiane

Operazioni che riecheggiano anche in Italia, ovviamente. Dove Inter, Milan e Roma hanno già messo nel mirino “El Italiano”, ma non solo, perché anche José Mourinho lo vorrebbe portare con sé nella nuova avventura al Manchester United. Niente da fare, però: Berta rimarrà all’Atletico almeno fino al 2017, dopo l’ultimo rinnovo di contratto. E la stessa società non ha intenzione di lasciarlo andare facilmente, tanto che, si vocifera, sul suo nuovo accordo sarebbe stata inserita una clausola rescissoria di due milioni di euro, cosa abbastanza inusuale per un “semplice” dirigente.

Eppure Berta, nonostante i successi, è poco “chiacchierato”. «Quello che si sa di lui è che ama i crostacei e che arrivò all’Atletico perché Miguel Ángel Gil lo conobbe grazie a Peter Kenyon, ex direttore generale del Manchester United e socio di Jorge Mendes, ora consigliere del club rojiblanco», ha scritto di lui El Pais raccontando uno degli ultimi colpi del dirigente italiano, il portiere sloveno Jan Oblak.