Diritti tv Liga, la nuova regola sembra poter accontentare tutti, tranne le big: Real Madrid e Barcellona, infatti, per riequilibrare la situazione potrebbero dover rinunciare ad una cifra importante.

Dalla prossima stagione, infatti, in Spagna entrerà in vigore la vendita centralizzata dei diritti televisivi. Una scelta del governo iberico, che è intervenuto direttamente sulla questione lo scorso maggio con il Real Decreto-Ley n. 5/2015, regolamentando un settore in cui, anche per la stagione in corso, ogni squadra trattava la cessione dei diritti tv solamente per la propria società. Un sistema che, ovviamente, favoriva le big come Real e Madrid e Barcellona.

Come funziona, quindi, il nuovo regolamento per la suddivisione delle entrate? Innanzitutto, la cifra complessiva sarà al 90% riservata alla Liga, mentre il 10% restante sarà della Liga Adelante, la Serie B spagnola. Saranno poi 4 i criteri fondamentali, come riporta Tifoso Bilanciato:

– il 50% diviso in parti uguali

– una quota in base ai risultati sportivi

– una quota in base alla vendita di abbonamenti e biglietti

– infine, la quota residua basata sul contributo della squadra alla visibilità del campionato. Il testo non lo dice chiaramente, ma è ragionevole pensare che si tratti di un criterio assimilabile al nostro bacino d’utenza.

Per non favorire troppo Real Madrid e Barcellona, nessuna squadra potrà ricevere più del 20% del totale per ciascuna delle ultime due categorie, inoltre il rapporto “firs-to-last” non deve essere superiore a 4,5 volte. Allo stesso tempo, però, per non svantaggiare eccessivamente le due big, esistono due eccezioni: nel caso in cui la cifra complessiva dei diritti tv dovesse essere inferiore alla stagione 2014/15, i ricavi potranno essere suddivisi proporzionalmente rispetto a quanto ottenuto dello stesso campionato; nel caso invece in cui la cifra complessiva sia maggiore, ma che le due ricevessero di meno per effetto dei nuovi criteri, le squadre in aumento dovrebbero ridurre il proprio surplus finché le big non riescano a pareggiare gli introiti del 2014/15.

Diritti tv Liga, la simulazione con la nuova legge

Due eccezioni che quindi garantiscono comunque ricavi importanti a Real e Barcellona, ma che almeno nella prima tornata non dovrebbero essere sfruttare. Merito della crescita della cifra complessiva che la Liga spagnola riceverà dalle tv: 1,7 miliardi di euro, esattamente il doppio degli 851 milioni del 2014/15 (mentre sono 1,2 nella stagione in corso). Il quotidiano spagnolo AS ha quindi creato una simulazione di come dovrebbero essere suddivisi i diritti tv grazie alle nuove norme.

Diritti tv Liga, la simulazione della nuova suddivisione in una tabella di AS
Diritti tv Liga, la simulazione della nuova suddivisione in una tabella di AS

Alla prima impressione sembrano guadagnarci tutti rispetto all’annata in corso: i ricavi crescono per ciascuna società, per qualcuno (come Barcellona e Real) in modo più contenuto, esponenzialmente invece per altre come Atletico Madrid e Valencia, che dovrebbero ricevere rispettivamente 35 e 28,5 milioni circa in più a testa. Senza considerare l’aumento dei ricavi per le medio-piccole, che supererebbero tutte quota 40 milioni. In realtà, però, applicando gli stessi criteri della stagione 2015/16 al 2016/17 la situazione sarebbe ben diversa.

Diritti tv Liga, la suddivisione per il 2016/17 con i criteri 2015/16
Diritti tv Liga, la suddivisione per il 2016/17 con i criteri 2015/16

La differenza sarebbe sostanziale: rispetto ai ricavi che potrebbero incassare mantenendo il sistema attuale, Barcellona e Real Madrid a causa del Real Decreto perderebbero rispettivamente 34 e 41 milioni. Soldi a cui dovranno finunciare (forzatamente) per permettere un minimo riequilibrio della situazione generale nel campionato spagnolo: grazie alla nuova legge, infatti, il rapporto “firs-to-last” passerà dall’attuale 5,6 ad un più ragionevole 3,8. Ben lontano dal poter garantire il totale equilibrio, ma minore rispetto a quanto avviene in Italia.