Diritti tv serie A distribuzione 2015-2016. Juventus 103 milioni, Carpi e Frosinone 22, in mezzo tutte le altre. Ecco i soldi della tv, quelli che tengono acceso uno show sempre più indebitato. Dopo mesi e mesi di confronti, scontri, riunioni formali e informali, due settimane fa l’assemblea di Lega Serie A ha approvato i criteri di ripartizione per la stagione in corso. La Gazzetta dello sport è venuta in possesso della simulazione distribuita ai club che è stata oggi pubblicata sul giornale rosa.

Non è la suddivisione definitiva – si legge sulla Gazzetta dello sport – perché ad aprile saranno pronti i risultati aggiornati delle indagini demoscopiche sui tifosi e solo a metà maggio si conoscerà la classifica finale del campionato, ma è una parente strettissima.

Quattro, in particolare, i punti salienti da sottolineare:

  1. il già noto raddoppio del paracadute da 30 a 60 milioni di euro
  2. l’aumento del divario (da 1 a 4,5 a 1 a 4,7) tra la prima e l’ultima
  3. l’aumento dei premi per chi si piazza nella parte sinistra della classifica
  4. la beffa alla Fiorentina: stava con le grandi, ma riceverà meno della Lazio, alleata delle piccole

 

Questa è la prima stagione del nuovo ciclo dei diritti tv, che ha visto un incremento delle entrate del 20%. L’ammontare lordo per il 2015­ 16 è di un miliardo e 169 milioni di euro, comprese Coppa Italia e Supercoppa. Tolte le commissioni dell’advisor Infront, pari a 50,4 milioni, e le altre spese, detratto successivamente il 10% per la mutualità generale del sistema (107,7 milioni) e stornati i premi per la Coppa Italia e i contributi per la B, si scende a quota 984,3 milioni. Da questa cifra vanno sottratti i 60 milioni di paracadute per le retrocesse e si arriva così ai 924,3 milioni netti che i club del massimo campionato si spartiranno seguendo la delibera del 26 febbraio, approvata con 18 voti a favore e due contrari (Palermo, che ha fatto ricorso, e Chievo).

Posto che il 40%, come da Legge Melandri, va suddiviso in parti uguali, in Lega si è deciso di seguire la vecchia ripartizione fino a quota 809 milioni, vale a dire il montepremi netto della passata stagione: il restante 30% sarà suddiviso in base ai bacini d’utenza, col 25% stabilito dalle ricerche sul tifo e il 5% dai dati Istat sulla popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra; l’altro 30% sarà distribuito secondo i risultati, col 10% relativo alla storia sportiva (dal 1946­47), il 15% ai cinque anni precedenti e il 5% alla stagione in corso.

I 115,3 milioni di ricavi incrementali seguiranno una logica meritocratica, con una correzione: 46,1 milioni andranno a rimpolpare la fetta da distribuire in parti uguali, che non può essere inferiore al 40%, cioè 369,7 milioni, 18,5 a testa; i restanti 69,2 saranno appannaggio delle prime dieci classificate (il 15% a testa per prima, seconda e terza; il 10% per quarta, quinta e sesta; l’8% per la settima; il 7% per l’ottava; il 5% per nona e decima), con un milione ciascuno per chi si piazza tra l’undecimo e il diciassettesimo posto. Altra cosa sono i ricavi non audiovisivi, legati a contratti commerciali come quello per il pallone e il main sponsor: la Lega distribuirà 23,6 milioni in base alla posizione in classifica.

ricavi

L’attuale primatista del campionato è anche la società italiana che storicamente incassa di più dai diritti tv: la Juventus è a quota 103,1 milioni, con un balzo di una decina di milioni rispetto alla scorsa stagione.

Il rapporto tra la prima e l’ultima è leggermente aumentato: 4,7 a 1 (era 4,5 a 1 nel triennio precedente). È stato il prezzo che le piccole hanno pagato per avere in cambio il raddoppio del paracadute. Rispetto al passato, pertanto, crescono i premi per chi si piazza nella parte sinistra della classifica: la Juve, il Napoli e la Roma – attualmente sul podio – porterebbero a casa 9,3 milioni a testa.

Sarà importante lottare fino all’ultimo minuto in campionato, anche per i bilanci: tra decima e undicesima posizione ballano 2 milioni. Dopo i bianconeri, come al solito, le milanesi: Milan a 80,3 milioni e Inter a 78,2. La differenza tra le due? Bacini simili, i rossoneri vantano migliori risultati, in particolare nelle cinque stagioni precedenti a questa.

Quindi la Roma con 72,7 milioni e il Napoli con 69,7: in questo caso, oltre alla storia incide parecchio l’effetto­popolazione. Curiosità: nella battaglia di Lega la Fiorentina stava dalla stessa parte delle cinque grandi ma è destinata a incassare meno della Lazio (51,2 contro 55,4 milioni) che fiancheggiava le mediopiccole.

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