Premier League streaming illegali, ora i vertici della FA vogliono intervenire. Anche in Inghilterra le partite viste sul web illegalmente continuano ad ottenere consensi: i boss della Premier, però, non ci stanno.

Il problema nasce soprattutto intorno alle partite del sabato alle 15, che per tradizione non vengono trasmesse in televisione in Gran Bretagna. Ma non nel resto del mondo: molti spettatori si collegano con siti che trasmettono le gare da altre nazioni, come Australia, Nuova Zelanda ed Emirati Arabi. La stima è che ogni weekend circa un milione di tifosi segua la Premier League tramite portali illegali: una perdita non da poco, soprattutto alla luce delle spese anche delle televisioni, che verseranno circa 7 miliardi di euro nelle casse dei club nelle prossime stagioni, investimenti che vanno salvaguardati.

Premier League streaming illegali, come bloccarli?

Per questo i vertici della Premier League sono in trattativa con diverse società di sicurezza informatica, proprio nel tentativo di reprimere lo streaming illegale delle partite sul web. Il campionato inglese ha già lavorato con alcune di esse, arrivando a chiudere circa 50mila siti che trasmettevano le gare su internet illegalmente. L’obiettivo è di utilizzare quella che è conosciuta come geofencing, sostanzialmente una barriera virtuale che non permetta agli utenti di collegarsi a siti appoggiati a server esteri.

Un problema, quello dello streaming illegale, che ha colpito anche l’Italia. L’ultima notizia è arrivata lo scorso gennaio, con il blocco totale di Rojadirecta stabilito dal Tribunale di Milano su iniziativa di Mediaset. L’ordine comprende «ogni attività di disabilitazione dell’accesso al sito internet in questione, sia ai DNS (Domain name system), sia agli indirizzi IP (Internet protocol) associati». E non è la prima volta che accade per il famoso sito di streaming, visto che già nel 2013, infatti, Rojadirecta era stata oggetto di sequestro in seguito a un esposto di Rti e Lega Calcio.