Fin dal 2003, Sky ha trasmesso Canale 5, Italia 1 e Rete 4 senza avere il via libera di Mediaset. La pay-tv di Murdoch ha continuato «in questo abuso» nella stagione del digitale terrestre, dal 2009. E adesso che il Biscione cripta i suoi canali per il satellite, ecco Sky aggirare questo oscuramento e insistere nella «indebita appropriazione» delle tre reti.

Nell’atto di citazione che deposita al Tribunale civile di Milano, Mediaset punta l’indice contro «i nuovi decoder» della pay-tv e contro la chiavetta che si collega ai suoi decoder vecchi (la “digital key”). Questi strumenti intercettano il segnale in digitale terrestre di Canale 5, Italia 1 e Rete 4, e lo mostrano agli abbonati di Sky, così dribblando l’oscuramento satellitare di Mediaset.

Lo riporta oggi il quotidiano La Repubblica che spiega come i legali del Biscione sostengono che questo meccanismo – difeso dalla pay-tv anche di fronte al Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) – reitera l’utilizzo non autorizzato dei canali altrui.

Il criptaggio – ricorda l’atto – è iniziato il 7 settembre 2015 dopo che il Gruppo Berlusconi ha inutilmente chiesto «un corrispettivo» o almeno «una retransmission fee a fronte del palese sfruttamento» delle tre reti televisive.

Murdoch però non ritiene di pagare neanche questo pedaggio per la ritrasmissione. Gli avvocati del Biscione contestano anche le facoltà del decoder “My Sky” che «registra e mette in pausa» Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Mostrare un programma «in un altro orario e manipolarlo in ogni modo» sono operazioni che andrebbero anch’esse autorizzate dal Gruppo Berlusconi.

L’atto – di cui ha dato notizia per la prima volta il sito repubblica.it – osserva inoltre che Sky continua a mostrare immagini da «film, serie e show Mediaset» sulla sua Guida Tv visibile in Internet «commettendo ulteriori illeciti». Ora, la presenza di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 nell’offerta di canali della pay-tv – ed ancora oggi sui televisori dei suoi abbonati – rappresenta «un nuovo utilizzo commerciale» e un «ulteriore diffusione pubblica» dei tre canali.

Sky conquista così un «nuovo pubblico» e un maggiore «appeal commerciale», aumentando i ricavi senza sostenere «alcun costo». Invece Mediaset porta al successo i suoi programmi solo «con anni di continui investimenti».

Alla fine dei conti, i legali di Mediaset accusano Sky di «concorrenza sleale» e di acquisire tuttora «un vantaggio competitivo indebito». Per questo chiedono che il Tribunale vieti (con «definitiva inibitoria») la visione dei canali Mediaset sugli schermi dei clienti della pay-tv (fermando i suoi nuovi decoder e la “digital key”).

Ogni giorno di violazione del divieto andrebbe punito con una multa. Il Biscione reclama anche il risarcimento del «lucro cessante» e di una serie di danni (ad esempio alla «reputazione imprenditoriale»). Ma non specifica la cifra che si aspetta. Invoca – questo sì – la «retroversione», la restituzione degli utili che Sky avrebbe indebitamente incassato in 13 anni, con canali non suoi.

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