Caso Infront, il conto sale: rischio multa da mezzo miliardo

Nei giorni scorsi si era ipotizzata una multa più contenuta, nell’ambito del caso Infront che coinvolge Lega Serie A, Mediaset e Sky in merito alla vicenda della “spartizione” dei diritti…

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Nei giorni scorsi si era ipotizzata una multa più contenuta, nell’ambito del caso Infront che coinvolge Lega Serie A, Mediaset e Sky in merito alla vicenda della “spartizione” dei diritti tv del calcio italiano. Ora che i documenti dell’Antitrust sono stati pubblicati – come riportato ieri da C&F – si scopre che i 36 milioni di euro ipotizzati nei giorni scorsi sarebbero in realtà una stima minima e ben lontana dal rischio vero, che ammonta a mezzo miliardo di euro.

Una ricaduta finanziaria pesantissima, scrive oggi La Repubblica. Una multa fino quasi a mezzo miliardo di euro complessivi.

Ecco cosa rischiano i quattro soggetti finiti nel mirino dell’antitrust, vale a dire Rti Mediaset Premium, Sky, Lega Calcio Serie A e Infront Italia Spa, al termine dell’istruttoria sulla vendita dei diritti tv del calcio italiano per il trienno 2015-2018.

Il processo – tecnicamente si chiama audizione generale – originariamente previsto per questa mattina è stato rinviato al 16 febbraio proprio su richiesta delle parti, ben consapevoli della delicatezza della partita: se la sanzione dovesse avvicinarsi al massimale ipotizzato dagli stessi ispettori dell’Autorità, mezzo miliardo di euro, appunto, molte società di calcio, specialmente tra le medio piccole, andrebbero in grosso affanno.

Nelle pieghe dell’atto d’accusa formulato dagli ispettori dell’Autority per la concorrenza, e anticipato ieri da Repubblica, oltre a denunciare «l’accordo restrittivo della concorrenza», gli ispettori spiegano i meccanismi attraverso cui si potrà arrivare a una simile sanzione, da comminare “in solido” ai quattro soggetti indagati dalla stessa Autority.

«Nel caso di specie – si ricorda nel procedimento istruttorio alla voce “determinazione della sanzione” – si prende a riferimento il valore delle vendite dei servizi interessati dall’infrazione”, insomma, il valore dei diritti tv per un anno. In questo caso, il miliardo e 71 milioni di euro versati da Sky e Mediaset.

«Al fine della determinazione dell’importo base della sanzione, al valore delle vendite dovrà essere applicata una percentuale individuata in funzione della gravità della violazione». A tale proposito, «la proporzione considerata deve essere fissata a un livello che può raggiungere il 30% del valore, in funzione del grado di gravità della violazione».

Se questa linea prevalesse alla fine del “processo”, allora si parlerebbe di una cifra fino a 300 milioni di euro di sanzione ai quali si aggiungerebbe, «al fine di conferire al potere sanzionatorio il necessario carattere di effettiva deterrenza (…) un ammontare supplementare compreso tra il 15 e il 25% del valore delle vendite dei beni oggetto dell’infrazione».

A conti fatti, la cifra finale da fare pagare in solido a Lega Calcio, Infront, Sky e Mediaset, tra un minimo di poco superiore ai 450 milioni di sanzione, al tetto massimo di 550. Si tratta di una stima pessimistica che sia a Mediaset (dove ricordano che la loro offerta per i tre pacchetti all’asta indetta dalla Lega era la più ricca e dunque la più conveniente) sia a Sky (dove si considerano, al massimo, la parte lesa di un abuso da parte dell’asse Lega Calcio/Infront/Mediaset) nessuno vuole prendere realmente in considerazione.

Molti gli argomenti da opporre alle tesi e alle interpretazioni normative degli ispettori che in queste ore gli studi legali stanno mettendo a punto. L’obbiettivo non è tanto quello di contenere il danno dal punto di vista economico quanto piuttosto quello di vedere respinte integralmente le tesi degli ispettori. L’alternativa è evidente già da ora. Trasformare questa vicenda, tra ricorsi e controricorsi, in una saga senza fine.