Per Mediaset Premium l’opzione Vivendi, passando magari da Telecom (dove il gruppo di Bolloré è il primo socio con il 20%), resta sempre valida. Lo scrive oggi MF – MilanoFinanza in una analisi complessiva dei business del Biscione, tra certezze e scommesse per il 2016.

Da una parte stanno il rilancio dei ricavi grazie all’operazione Zalone – Medusa Film ed al contempo le acquisizioni nel settore radiofonico dove il gruppo tv guidato da Pier Silvio Berlusconi è entrato direttamente l’anno scorso comprando l’80% di Radio101 e rilevando il 19% (oltre al 50% senza diritto di voto) del gruppo Finelco.

In mezzo vi è il business consolidato: in attesa del pronunciamento dell’Antitrust, atteso entro fine marzo, con la raccolta pubblicitaria di sette emittenti radiofoniche, il Biscione gestisce il 52% dell’audience e il 40% dell’advertising.

In quest’ultimo caso, in riferimento ai dati 2015, significa incassare più di 150 dei 385 milioni di raccolta totale.

Inoltre: a fine anno, sull’intero panel Auditel, Mediaset è stato l’unico gruppo a registrare una decisa crescita degli ascolti, in special modo in prima serata, la fascia oraria più importante e ricca.

Anche se il nuovo anno, complice la tempesta che ha investito le borse mondiali, non è iniziato bene: sono sei le sedute consecutive di calo per il Biscione.

E proprio il 2016 sarà un anno particolarmente impegnativo per il principale broadcaster commerciale privato del Paese e leader in fatto di ascolti e raccolta pubblicitaria in Spagna. Perché se, come ripete spesso il presidente Fedele Confalonieri, la tv generalista resta il core business del gruppo, è altrettanto vero che ora la concorrenza è sempre più agguerrita.

La tv di Stato ha completato da poco il ricambio ai vertici, chiamando Antonio Campo Dall’Orto, già ai vertici di Mtv e Viacom International.

L’altra grande sfida sulla tv free-to-air arriva da Sky Italia e da Discovery. I due colossi Usa hanno deciso di accelerare la penetrazione sulla tv generalista in chiaro per conquistare quote di mercato pubblicitario: oggi entrambi viaggiano al 6% di share e stanno rivedendo i palinsesti dei canali 8 e 9 per fare concorrenza al Biscione.

Con la pay tv di Rupert Murdoch (più di 4,7 milioni di clienti), poi, la sfida è doppia. Visto che Mediaset Premium, arrivata a 2 milioni di abbonati (il target previsto per fine 2015), ha investito più di 1 miliardo di i diritti della Champions League (in esclusiva) e per la serie A di calcio.

Premium da anni è in perdita ma non vuole mollare la sfida. Il primo semestre di quest’anno sarà decisivo perché la competizione continentale entra nel vivo e Juventus e Roma sono ancora in corsa: le partite, come è noto, si vedranno sulla pay. E poi c’è la gestione dell’evento rappresentato dalla finale, in calendario a Milano. Poi dalla stagione 2016-2017 ci sarà il primo, vero confronto statistico e finanziario.

Ma per bilanciare l’offerta e anche gli introiti, la piattaforma a pagamento di Mediaset punterà molto sulle serie tv grazie agli accordi con Universal e Warner Bros e ad alcune serie in arrivo dagli Usa.

Ma è ovvio che il futuro di Premium, e più in generale di Mediaset, che non ha ancora accantonato del tutto l’idea di lanciare un’offerta sul satellite, potrebbe essere legato alla ricerca di un partner.

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