Stipendi Premier 2014/15, il Chelsea è tornato davanti a tutti in Inghilterra. Stando ai bilanci chiusi al 30 giugno 2015, infatti, i blues sono la società che hanno pagato di più in ingaggi: alle loro spalle Manchester United, Manchester City e Arsenal.

Sembrano passati anni, ma solo lo scorso maggio il Chelsea festeggiava la doppietta Premier League-League Cup. Anche grazie ad investimenti sostanziosi (possibili grazie anche a cessioni importanti, tanto che il saldo acquisti/cessioni è stato in positivo per 40 milioni di sterline), a partire da quelli per gli stipendi: il monte ingaggi è stato di 215,6 milioni di sterline, pari a circa 280 milioni di euro. Un dato in aumento di circa 25 milioni di sterline rispetto al bilancio precedente, a causa degli arrivi dei vari Diego Costa, Cesc Fabregas, Filipe Luis, Didier Drogba e Loic Remy, oltre ai rinnovi costosi di Eden Hazard (che è diventato il più pagato, con ingaggio da quasi 10 milioni di sterline annui), Cesar Azpilicueta, Oscar e Thibaut Courtois.

Abbastanza comunque per scalzare il Manchester City dalla vetta degli stipendi che il club mancuniano occupava dal 2011/12, scendendo in terza posizione. Alle spalle dei blues di Abramovich infatti troviamo i cugini del Manchester United con 203 milioni di sterline (270 milioni di euro), seguiti dal City a quota 193 (258) e dall’Arsenal (192 milioni di sterline, cioè 256 in euro). In totale si sfora il miliardo di euro, cioè quasi quanto speso da tutta la Serie A nella scorsa stagione.

Stipendi Premier, nel 2014/15 il Chelsea ha anche conquistato il titolo
Stipendi Premier, nel 2014/15 il Chelsea ha anche conquistato il titolo

Stipendi Premier, il costo del titolo per il Chelsea

Un titolo che quindi al Chelsea è costato molto, soprattutto per gli stipendi: quasi 2,5 milioni di sterline per ognuno degli 87 punti conquistati sul campo dagli uomini di Mourinho, senza considerare quelli versati al tecnico portoghese. E un altissimo monte ingaggi non è bastato ad evitare il tracollo in questa prima parte di stagione, conclusasi con l’esonero di Mourinho e l’arrivo in panchina di Hiddink. Che dovrà salvare il salvabile, anche per non buttare al vento tutti quei mega-stipendi.

 

 

 

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