Natale senza Serie A, l’autogol del calcio italiano continua. Nonostante all’estero gli esempi non manchino (ma pure da noi, si pensi al caso della Serie B), la massima serie nostrana prosegue nel suo desiderio, quasi masochistico, di mollare tutto e andare in pausa per le vacanze invernali: 17 giorni di stop, dal 20 dicembre fino al 6 gennaio. Tranne la Germania, nessuno in Europa tra i campionati maggiori si ferma così a lungo.

Sono passati ormai 25 anni dall’ultima volta in cui la Serie A è scesa in campo durante le vacanze: era il 30 dicembre 1990, addirittura si giocarono due scontri scudetto come Milan-Juve e Sampdoria-Inter. Da quel giorno più nulla, con il record di 22 giorni di sosta nel 2006/07. Una mossa di difficile comprensione, anche perché la domanda è l’esatto opposto: tutti vogliono le partite a Natale. «Non sarebbe sbagliato – il commento di Maurizio Sarri, tecnico del Napoli -. Io giocherei sempre fino al 6 gennaio come in Inghilterra perché siamo persone che produciamo spettacolo, in questi giorni la gente ha più tempo per vedere questo spettacolo e secondo me dovremmo giocare. L’ho anche detto all’Associazione Calciatori ma non hanno fatto niente». Eppure Damiano Tommasi, presidente dell’AssoCalciatori, l’anno scorso si era dimostrato favorevole all’idea.

Il Babbo Natale della Serie B

Natale senza Serie A, cosa accade all’estero

Anche perché fuori dai nostri confini la situazione è decisamente diversa. Solo in Germania la sosta è più lunga, più per questioni meteo che altro. In Francia il campionato tornerà l’8 gennaio, ma il 2 ci saranno i trentaduesimi di Coppa. La Liga non gioca a Santo Stefano, il 30 dicembre e il 3 gennaio però le squadre spagnole saranno in campo. Ma è l’Inghilterra il modello da seguire, dove il Boxing Day calcistico ormai è sacro: un po’ perché il Boxing Day è davvero un giorno festivo, un po’ perché il 26 dicembre è l’anniversario di Sheffield-Hallam, prima storica partita di calcio tra due club. Dalla Premier in giù tutti i campionati scenderanno in campo quindi il 26, poi il 28, si festeggerà il nuovo anno il 2 gennaio e il 9 si parte con la FA Cup. Cappellini di Babbo Natale e stadi pieni: lo spettacolo in Inghilterra è sempre di alto livello. E a Santo Stefano saranno in campo anche i massimi campionati di Scozia, Galles, Belgio e Turchia. Senza dimenticare quello che accade negli altri sport, ad esempio l’Nba, che la sera di Natale piazza supersfide come Golden State-Cleveland (rivincita delle finali 2015), ma anche il basket italiano che sarà sul parquet 27 e 3 gennaio.

Pure la nostra Serie B ha scelto di tagliarsi le vacanze, sulla scia del successo delle ultime annate: nel 2012/13 +14,8% di spettatori nelle gare giocate il 26, l’anno scorso è 3,7% nelle partite della vigilia di Natale. Stavolta si giocherà il 27, poi stop fino al 16 gennaio, una via di mezza che potrebbe comunque funzionare. Anche perché è una scelta tanto facile quanto intelligente: durante le vacanze la gente è più libera, magari rinuncia volentieri ad una cena con panettone per vedere un big match allo stadio. Forse una scelta fin troppo logica per il nostro calcio, ancorato all’immagine di un Natale senza Serie A.

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