«Sono stato tanti anni al Milan e sono stato benissimo, ringrazierò sempre Berlusconi e Galliani ma c’è sempre un momento in cui un capitolo finisce. A Barcellona sto benissimo, il presidente mi ha comunicato che vuole che rimanga a Barcellona e rimarrò lì». Ariedo Braida, responsabile per l’estero del mercato del Barcellona, parlando ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Radio Uno, esclude un suo ritorno al Milan.

Nelle settimane scorse erano rimbalzate dalla Spagna voci su una possibile rottura del rapporto tra l’ex direttore sportivo del Milan, arrivato a Barcellona nel febbraio di quest’anno, e di un suo possibile ritorno in rossonero dopo l’addio consumatosi nel dicembre di due anni fa.

Il presidente del Barcellona, Josep Bartomeu, ha di recente nominato Braida responsabile dello scouting internazionale, ruolo che al dirigente italiano interesserebbe molto, ma vuole indipendenza operativa e una squadra tutta sua. In caso contrario, Braida potrebbe lasciare il club campione d’Europa e tornare in Italia, dove avrebbe ricevuto già diverse offerte. Anche se, anche a giudicare dalle parole di questa mattina, potrebbe tornare al Milan.

A contribuire alla suggestione di un ritorno di Braida in rossonero hanno contribuito anche le parole pronunciate da Paolo Maldini in un’intervista a Sky in cui ha criticato l’attuale ad Adriano Galliani, imputandogli il fatto di non avere una sufficiente competenza nella scelta di nuovi giocatori. Tanto che negli anni d’oro dei successi rossoneri l’attività di scouting e di selezione dei futuri campioni rossoneri era prevalentemente affidata a Braida.

Da questo punto di vista è interessante un aneddoto raccontato dalla stesso Bradia, sempre a Radio Anch’io Sport, qualche tempo fa. “In passato il Milan ha avuto tutti i migliori campioni che si potevano comprare, noi abbiamo fatto al Milan grandi cose prendendo van Basten, gli olandesi, Savicevic, Weah o Shevchenko. L’ucraino lo vidi giocare dal vivo e mi era piaciuto tantissimo, pensavo avesse una forza nelle gambe come Gullit“.

“Poi lo andammo a vedere con Galliani e lui giocò male, tanto che Adriano mi disse: ‘Ma sei matto a volere prendere questo?’ – racconta Braida – Ma nessuno può giocare sempre bene, così riandai a Kiev e portai a Sheva una maglietta del Milan, dicendo ad un suo uomo di fiducia che con quella addosso avrebbe vinto il Pallone d’Oro“.

Il curriculum di Braida è particolarmente importante. E’ stato direttore sportivo del Monza dal 1981 al 1984 prima di passare all’Udinese e quindi al Milan dove è stato direttore generale dal 1986 al 2002 quando è diventato direttore sportivo. A fine dicembre 2013 ha lasciato la società rossonera e dal 1° luglio del 2014 è diventato direttore generale della Sampdoria.

Tuttavia con l’arrivo della nuova presidenza di Ferrero la situazione si era complicata per diverse divergenze tra i due. Il contratto è stato sciolto il 27 settembre dello scorso anno prima del passaggio al Barcellona dal 12 febbraio di quest’anno.