In un’intervista a L’Equipe, il tecnico della Roma, Rudi Garcia, ha voluto parlare del suo rapporto con il club, l’ambiente e la tifoseria, certo di essere alla guida di una squadra costruita per vincere lo scudetto.

Garcia ha quindi sottolineato di avere l’intenzione di non abbandonare Trigoria prima di aver messo in bacheca qualche successo: “Certo che no, sto in un grande club e il proprietario americano (Pallotta, ndr) sta facendo di tutto per farlo diventare un grande club in Europa. C’è il progetto del nuovo stadio che arriverà presto, spero, ma il sogno è vincere il titolo prima, all’Olimpico”. I suoi pensieri, insomma, sono solo giallorossi, anche se il suo nome è stato già accostato alla Nazionale francese: Io ct? Non vedo un futuro lontano dalla Roma”.

L’allenatore ha inoltre voluto far ritornare alla mente alcuni problemi vissuti la scorsa stagione, ma da cui trarre esempio per far sì che non possano più ripetersi: “Lo scorso anno ci siamo dovuti adattare per obblighi a causa di infortuni e assenze che ci hanno penalizzato tra gennaio e marzo – ricorda il mister dei giallorossi, impegnati questa sera a Barcellona nella delicata sfida di Champions League -. In questa stagione, abbiamo fatto un mercato che ci ha permesso di riprendere una filosofia offensiva. Come viene percepito ciò in Italia, la patria del catenaccio? Qui si tende a enfatizzare i gol subiti… La mia squadra si espone e non è sempre facile per i difensori. Ma questo ci permette di essere il migliore attacco del campionato e aver segnato dieci gol in Champions League“. Nella passata stagione, la Roma e Garcia hanno subito però critiche feroci: Le abbiamo trovate un po’ ingiuste. E’ complicato quando vanno oltre la loro funzione. Ma non mi interessa, vado avanti per la mia strada. Finchè starò con i miei dirigenti e i miei giocatori potrò lavorare come voglio. In ogni caso, ci siamo qualificati per la Champions League. Non ne faccio un momento di gloria perchè non è un titolo, che resta il mio obiettivo con la Roma”.

 

 

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