È vero che Sky ha una platea di abbonati molto più vasta di Premium ma agli sponsor che riempiono le casse dell’Uefa questo importa poco. Sono loro i più scontenti del netto calo di pubblico. Lo afferma una analisi odierna de l’Espresso che giudica negativamente le scelte di Mediaset sulla Champions League.

I dati Auditel dicono che, se si considerano le prime tre giornate del girone di qualifcazione, la somma degli spettatori medi sulle due serate di martedì e mercoledì fra chiaro e pay è di 2,329 milioni. La stagione scorsa in condizioni simili (due italiane iscritte ai gironi e Napoli eliminato ai preliminari) e con una divisione delle partite fra Sky Italia e Mediaset la media era di 4,077 milioni. Nel 2013-2014 gli spettatori tra free e pay erano stati 5,155 milioni, ma con una terza italiana ai gironi, il Milan.

Si tratta di un preoccupante -43% rispetto allo scorso anno e di un incolmabile -65% rispetto a due anni fa.

A conti fatti gli abbonati di Premium, secondo le ultime rilevazioni (settembre 2015), sono 1,815 milioni con un incremento netto di 112 mila iscritti. A prezzo di listino (36 euro al mese) è un ricavo di 48 milioni di euro. Anche aggiungendo gli spot, ce ne vuole per arrivare a break even rispetto ai circa 230 milioni di euro che per tre anni Mediaset deve versare all’Uefa. A maggior ragione perché le offerte speciali (fno a 19 euro) portano il ricavo medio per abbonato molto più in basso, sotto i 300 euro all’anno.

E guardando avanti i rischi sono evidenti. Se per quest’anno il defcit è certo, la prossima stagione rischia di essere un incubo per due ragioni. All’inizio del 2017 ci sarà la gara per i diritti Champions del triennio 2018-2020 e bisognerà decidere quanto mettere sul piatto.

Lo scenario peggiore? Una esclusione in contemporanea, il prossimo anno, di Milan e Juventus (molto possibile oggi alla luce della classifica di Serie A), ancor peggio se fossero Roma, Fiorentina e Napoli (quindi con l’esclusione anche dell’Inter) ad entrare in Champions league.

Ecco perchè secondo l’Espresso la strategia di Mediaset sta cambiando in corsa (ma con risultati sempre deficitari).  L’esclusione delle italiane dalle trasmissioni in chiaro è rientrata una prima volta con Bate Borisov – Roma del 29 settembre (2,76 milioni di audience free contro i 7 milioni di Atlético-Juve dell’1 ottobre 2014) e una seconda volta mercoledì 4 novembre 2015 con Roma-Bayer.

Non solo: per recuperare terreno Italia 1 e Italia 2 hanno trasmesso in chiaro cinque partite nei primi tre turni di quest’anno. Nei due anni precedenti l’accordo Sky-Mediaset prevedeva un solo match in chiaro per turno e con un club italiano in campo. Le cinque partite free di quest’anno hanno portato in tutto 8,2 milioni di spettatori. Le tre del 2014, 18,9 milioni.

Difficile, insomma, essere ottimisti sui dati stando a quanto riportato dall’Espresso, che ricorda come all’inizio del 2017 ci sarà l’asta per l’anno successivo e alle condizioni attuali una nuova rivoluzione è più che probabile.

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