Lega Serie A, doveva essere la giornata dove si sarebbe dovuto registrare il primo passo in avanti per la riforma dei campionati ma alla fine si è optato per rinviare la discussione di tale argomento.

E’ durata un paio d’ore l’assemblea della Lega Serie A e al termine i dirigenti hanno deciso di chiudere i lavori della giornata rinviando la prima riunione della Commissione riforma campionati professionistici, costituita dai club di Serie A per definire una linea comune nella trattativa con la Figc e la Lega B per passare da 20 a 18 squadre.

Convocata per approvare il bilancio consuntivo 2014-2015 e quello preventivo 2015-2016, l’argomento fondamentale da discutere era quello relativo alla riforma dei campionati. Dal canto suo,  la Serie A si è detta più volte disponibile alla riduzione da 20 a 18 squadre, ma a condizione di non vedere ridotti i ricavi dai diritti tv ed escludendo quindi un aumento delle quote di mutualità.

Oggi abbiamo discusso di numeri e approvato il bilancio” sono state le uniche parole del presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta all’uscita dagli uffici di via Rosellini. Non si e’ tenuta, invece, contrariamente a quanto annunciato, la prima riunione della Commissione sulle riforme del campionato.

A favore del ridimensionamento del numero delle squadre di A sono sicuramente tutte le grandi, dalle milanesi alle romane, dalla Juventus al Napoli, che in questo modo potrebbero evitare il fardello di dover disputare anche cinque turni infrasettimanali come succede quest’anno, ma anche per dividere i proventi derivanti dai diritti televisivi in fette più grosse.

Dall’altra parte della barricata ci sono invece le medie e le piccole, per le quali un’eventuale retrocessione sarebbe ancor più traumatica, perché se la riforma fosse approvata diventerebbe molto più difficile tornare in serie A, visto che diminuirebbe il numero delle promozioni dirette dalla B.

Da quanto emerge negli uffici di via Rosellini le posizioni tra le parti in causa sarebbero molto distanti e i fautori della riforma potrebbero contare su molti meno voti rispetto ai 14 necessari per la sua approvazione. Proprio per questo sara’ difficile arrivare ad un accordo in tempi brevi.

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