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Sergio Marchionne e John Elkann (Insidefoto.com)

Il gruppo Exor, che fa capo alla famiglia Elkann/Agnelli e nel cui perimetro è compresa anche la Juventus, sorpassa Eni diventando il primo gruppo industriale italiano per fatturato con 122,2 miliardi di euro nel 2014, la metà dei quali in capo a Chrysler e solo per il 7,5% realizzati in Italia. Eni risente del calo del prezzo del greggio e dopo 11 anni di supremazia, con 109,9 miliardi di ricavi, scende al secondo posto, ma è prima nella graduatoria per utili. In terza posizione resta Enel con ricavi per 74,3 miliardi. Questo il podio nella classifica delle principali società italiane, stilata dall’Ufficio Studi di Mediobanca e giunto alla 50esima edizione in cui esamina 3.553 bilanci contro i 231 della sua prima uscita nel 1966.

La graduatoria di quest’anno conferma al quarto posto Gse, società pubblica di compravendita di energia elettrica (32 miliardi), davanti a Telecom Italia (21 miliardi), Finmeccanica, Edison, Esso Italiana el gruppo Edizione della famiglia Benetton. La Saras dell’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti e di suo fratello Gianmarco, chiude la top 10 davanti alle Poste Italiane, Kuwait Petroleum, Ferrovie dello Stato e alla Luxottica di Leonardo Del Vecchio.

Al 14esimo posto, con un balzo di quattro, si piazza Ge Italia Holding, davanti ai Supermarket Italiani (Esseluna) di Bernardo Caprotti. Seguono Prysmian (che scende al 17esimo posto dal 15esimo), Pirelli, Isab (il petrolchimico di Priolo in Sicilia ceduto dalla Erg dei Garrone ai russi di Lukoil) che guadagna la bellezza di 59 posizioni ed è 19 esima grazie a un cambiamento del business che la ha portata ad operare direttamente sul mercato. Entra infine tra i primi 20 Parmalat, che guadagna un posto grazie a un fatturato di 5,5 miliardi. Rispetto allo scorso anno escono dalla top 20 proprio la Erg degli ex proprietari della Sampdoria e la multiutility lombarda A2A, entrambe con vendite in flessione.

La classifica di Mediobanca sulle principali società italiane per fatturato
La classifica di Mediobanca sulle principali società italiane per fatturato

Nei 3.553 gruppi presi in rassegna da Mediobanca, Calcio&Finanza è andato a individuare la posizione occupata dai gruppi industriali dei proprietari italiani dei 20 club di società. Nella graduatoria non figurano dunque né l’asiatico Erick Thohir né gli americani James Pallotta e Joey Saputo, ma nemmeno altri presidenti come Lotito, De Laurentiis, Pozzo e Zamparini, per via della specificità della loro area di business o perché hanno business fuori dall’Italia.

I padroni del calcio nella classifica di Mediobanca sulle principali società italiane
I padroni del calcio nella classifica di Mediobanca sulle principali società italiane

E così dietro Exor e Saras, troviamo al 21esimo posto il gruppo Fininvest del presidente del Milano, Silvio Berlusconi, seguito da patron della Mapei e del Sassuolo, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e da quello della Fiorentina, Diego Della Valle (gruppo Tod’s). Alle Loro spalle il proprietario dell’Atalanta, Antonio Percassi, grazie ai 432 milioni di fatturato del gruppo della cosmetica Kiko (anche se il suo business spazia anche nell’immobiliare) e il presidente del Torino Urbano Cairo. In classifica anche il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, che è anche il numero uno degli industriali del Lazio. La sua Prima Sole Components ha chiuso il 2014 con un fatturato 206 milioni di euro e un utile di circa 8 milioni. Chiudono la classifica dei presidenti di Serie A censiti nello studio di Mediobanca, il numero uno del Genoa, Enrico Preziosi, e quello dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.

 

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