Dirigenti Fininvest a Hong Kong da Bee. C’è fermento in casa Milan. E’ in programma per l’inizio della prossima settimana un incontro tra alcuni dirigenti della Fininvest, i più stretti collaboratori di Bee Taechaubol e i rappresentanti delle istituzioni finanziarie, tra cui la cinese Citic, coinvolte nell’operazione di cessione del 48% del Milan al broker cino-thailandese.

Sono in partenza il direttore Business Development di Fininvest Alessandro Franzosi e il direttore finanziario Alberto Carletti. Non sarà comunque la tappa finale di una trattativa che va avanti ormai da diversi mesi. Nell’ultimo incontro, quello di fine settembre. tra Mr Bee e Berlusconi, infatti, oltre al rinvio del closing, la parti hanno concordato di fissare una road-map con tutti gli step per arrivare al traguardo. I tempi non saranno brevi e toccherà soprattutto all’uomo d’affari di Bangkok rispettare le nuove scadenze.

Intanto Clarence Seedorf (insieme a Ronald Koeman del Southampton) è il principale indiziato alla successione delctBlind sulla panchina dell’Olanda. Sarebbe ottimo per le casse del club di via Aldo Rossi in quanto l’olandese è iscritto a libro paga fino al 30 giugno 2016: il Milan,dopo l’esonero del giugno 2014, ha continuato a corrispondergli 2,5 milioni netti a stagione.

Il caso Infront non ha quindi rallentato l’operazione Milan e non sembra nemmeno aver cambiato la prospettiva: Bee Taechaubol proseguirà il lavoro impostato nelle ultime settimane con Silvio Berlusconi ed il suo entourage a Milano per arrivare ad una chiusura di cui tuttavia al momento è davvero difficile prevedere i tempi di realizzazione.

Ufficialmente – come riporta oggi la Gazzetta dello sport -, la linea di Fininvest non cambia: la trattativa è nella sua parte finale. Concetto ribadito anche dal fronte Bee, al netto di tutti i dubbi. Di certo la presenza della Citic al tavolo è fondamentale, perché in pratica è l’istituto bancario che funge da garante e da collettore per Taechaubol. Inoltre all’incontro parteciperà un alto dirigente della banca che ha un ruolo di raccordo col governo cinese. Non dimentichiamo infatti che, oltre all’accordo per il passaggio del 48% del Milan e all’obiettivo della quotazione in Borsa in 18­24 mesi, c’è anche l’aspetto commerciale e quello legato al grande implemento del movimento calcistico di base che la Cina ha in programma.

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