“Non basta definire cattivo giornalismo l’incredibile operazione che Repubblica compie stamane. Annuncia con grande clamore in prima pagina l’apertura di una inchiesta della Procura di Milano, oltre che sui diritti tv, sulla vendita del Milan”. Così la Fininvest prende posizione sule notizie apparse stamani sul quotidiano edito dal gruppo Espresso di Carlo De Benedetti, e afferma che “nelle due paginate che dedica all’argomento, sulla questione Milan compaiono solo poche righe di elucubrazioni, insinuazioni, ipotesi confuse, e l’ammissione che lo stesso quotidiano non sa assolutamente che cosa c’entrino le discussioni per la cessione di una minoranza della società calcistica con una presunta indagine sui diritti“.

“La Fininvest – spiega in una nota – nulla sa di inchieste della Procura sulla vicenda Milan ed esclude che tali inchieste possano esistere. Ribadisce la cristallina correttezza dei propri comportamenti”. “Ma – scrive ancora il gruppo – denuncia con vigore un modo di fare disinformazione che ha superato ormai ogni limite. È qualcosa di molto più grave del “cattivo giornalismo”, è un comportamento inqualificabile, in grado di creare danni irreparabili. Repubblica sarà chiamata a risponderne davanti all’autorità giudiziaria”.

Su quanto riportato stamane da Repubblica si è soffermato anche l’avvocato Niccolò Ghedini, storico legale di Silvio Berlusconi. “L’articolo apparso quest’oggi su La Repubblica riguardante il Milan sarebbe da considerarsi risibile se non fosse un evidente tentativo di incidere negativamente in ordine agli assetti societari del Milan stesso“.

“Ipotizzare che vi sia un’indagine della Procura di Milano, che certamente non può esservi, per una compravendita tra società private che non è ancora avvenuta, è tanto assurdo quanto gravemente diffamatorio. Parimenti priva di ogni fondamento appare anche la correlata notizia di un’indagine sui diritti tv riguardanti il calcio in generale che, se sussistente, certamente non coinvolge il Milan né altra società del gruppo. Sara’ l’Autorità giudiziaria a cui immediatamente ci rivolgeremo in tutte le sedi competenti a certificare la non veridicità delle notizie e a liquidare il rilevantissimo danno provocato”.