La Football Association investe 260 milioni di sterline per migliorare il calcio di base La Football Association ha previsto di licenziare un quarto del suo personale attuale e punta a negoziare un prestito a tasso di interesse per lo stadio di Wembley con lo scopo di contribuire a pagare le spese per uno spostamento di risorse in strutture migliori. Questo potrebbe aiutare notevolmente, o almeno questo è l’auspicio, la Nazionale inglese a essere più competitiva in ambito europeo e mondiale.

Il nuovo CEO del massimo organismo calcistico inglese Martin Glenn ha deciso con i suoi collaboratori questa mossa, che potrebbe apparire coraggiosa in un periodo di difficoltà economica come quello attuale, pensando che il prossimo anno ricorrerà il cinquantesimo anniversario dalla vittoria dell’Inghilterra nella Coppa nel Mondo in cui la formazione anglosassone era guidata da una leggenda come Bobby Moore.

L’idea quindi è quella di provare a tornare competitivi invertendo gli ultimi risultati negativi ottenuti dalla rappresentativa inglese, migliorare il deterioramento delle strutture e cambiare una tendenza che appare preoccupante, il numero troppo basso di adulti che giocano a calcio. La FA ha così annunciato di voler aumentare di quindici milioni di sterline l’anno la quantità di denaro utilizzata per migliorare un gioco sempre appassionante, passando da 50 e 65 milioni di sterline, ma con l’impegno a mantenere la somma di 12 milioni di sterline utilizzata attualmente ogni anno investita attraverso la Football Foundation. L’investimento totale previsto per i prossimi quattro anni sarà quindi di 360 milioni di sterline.

Il progetto è quello di accelerare la costruzione di una rete di trenta o più nuovi “city hub” in tutta l’Inghilterra, che sono la pietra angolare della volontà del presidente della FA Greg Dyke, per aumentare le opportunità per il pubblico di giocare la partita.

La dirigenza della FA vuole quindi confermare attraverso questo investimento di voler ampliare l’ambito di attività dell’organismo proprio per far sì che il calcio in Inghilterra cresca in tutte le sue sfaccettature. Una mossa in questo ambito era però necessaria: il numero di giocatori inglesi che militano nella massima serie è diminuito negli ultimi anni e mettere in atto una strategia per la partecipazione e lo sviluppo del calcio nato proprio nel Paese della Regina Elisabetta.

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